Il Cis della Calabria ha promosso “L’antica città di Sant’Agata” (FOTO)

imagesLa libreria Culture di Reggio Calabria ha ospitato l’incontro, organizzato dal CIS della Calabria, avente come tema: “l’antica città di Sant’Agata”. Sul tavolo dei relatori si sono rispettivamente succeduti il prof. Domenico Minuto, esperto di storia bizantina, il prof. Orlando Sorgonà, da anni impegnato in ricerche archivistiche pertinenti la Vallata del Sant’Agata e l’ architetto Valeria Varà giovane ed esperta conoscitrice del patrimonio artistico presente nel territorio in esame. Dopo l’introduzione e i saluti della dott.ssa Loreley Rosita Borruto, presidente del sodalizio organizzatore, il prof. Minuto ha sottolineato l’importanza di un sito archeologico che sorge a pochi chilometri da Reggio, dimenticato purtroppo dalle istituzioni e la cui fruizione è resa possibile grazie alla generosità di alcuni volontari che da anni spendono il loro tempo in modo disinteressato alla tutela e alla sua salvaguardia. Il prof Orlando Sorgonà ha poi parlato del suo decennale “scavo archivistico” sui protocolli dei numerosi notai santagatini, vere e proprie miniere di informazioni inedite sul periodo che va dal ‘500 al ‘700. Grazie a queste preziose fonti, infatti è stato possibile ricostruire la vita quotidiana di una vera e propria civis demanialis che sorgeva a 6 miglia da Reggio. Una città che nel corso della sua lunga storia rimase quasi sempre immune dal giogo feudale e tenuta in gran conto dai sovrani angioini e aragonesi, per la sua posizione strategica in prossimità dello Stretto, i quali non mancarono di concedergli molti privilegi ed esenzioni fiscali. Nel suo vastissimo territorio che comprendeva anche i sobborghi extramurari di Cataforio, del Salvatore e i villaggi di Mosorrofa, Armo e Cardeto si produceva della seta di eccellente qualità che attirava mercanti genovesi e lucchesi e dove si praticava anche il commercio della neve e l’esportazione di legname verso la Sicilia Orientale. Sulla rupe di Suso vi era il centro amministrativo col palazzo del governatore e la sede della Regia Curia. Cinta da possenti mura e da due porte urbiche il sito offriva un sicuro rifugio anche alle popolazioni reggine durante le incursioni turchesche. La città di Sant’Agata era nata in età bizantina come attestato dalle numerose chiese posizionate verso Oriente e la persistenza del rito greco praticato tenacemente fino al Seicento. Sul versante opposto della fiumara sorgeva l’antico monastero di Trapezomata dove erano conservati preziosissimi codici in lingua greca. Lo studioso ha infine ricordato come lo storico Benedetto Croce ha esaltato la fierezza e il coraggio del popolo agatino durante la dominazione spagnola. L’Architetto Valeria Varà ha proiettato le tavole della sua tesi di laurea avente come oggetto la chiesa di San Nicola che sorgeva sulla parte più elevata della rupe proponendone anche la ricostruzione virtuale della stessa e sciogliendo un enigma archeologico che durava sin dai tempi del suo crollo, avvenuto col terremoto del 1783. Il numeroso pubblico presente in sala ha così potuto osservare la monumentalità dell’edificio con le sue cripte e cappelle, il portale rinascimentale ricco di simbolismi esoterici e le strutture adiacenti. Grazie a questo studio meticoloso che presto sarà messo a disposizione di studiosi e archeologi e basato, oltre che su studi architettonici, anche su attendibili documenti archivistici, la giovane ricercatrice ha offerto spunti interessanti di discussione tra il qualificato pubblico presente. Tanti gli interventi e i contributi che hanno sicuramente incoraggiato i relatori a continuare ll cammino intrapreso e che hanno confermato ancora una volta, come gli incontri organizzati dal Centro Internazionale Scrittori della Calabria, siano sempre un punto di riferimento per tutti coloro che credono ancora nella promozione culturale del nostro territorio.