Gizzeria (Cz), inchiesta porto: 4 persone a giudizio, 18 i prosciolti

imagesQuattro rinvii a giudizio, 18 persone completamente prosciolte, tre indagati rispetto ai quali si deve ancora stabilire di chi sia la competenza a giudicare. E’ questo il bilancio- riporta l’Agi- dell’udienza preliminare a carico di 25 indagati a vario titolo per falso ideologico, abuso d’ufficio in concorso, e reati ambientali nell’ambito dell’inchiesta relativa a presunti illeciti connessi alla realizzazione del porto turistico “Il Delfino”, di Gizzeria, su un’area comprendente il sito del “Lago la Vota”, considerato di Importanza Comunitaria. Mandati a giudizio per alcuni dei capi d’accusa – prosciolti per altri capi -: Antonietta Aiello, 44 anni di Lamezia, e Filadelfio Fedele, 61 anni di Lamezia, rispettivamente amministratore e gestore della Fedilbarc; Rita Mattia; il responsabile del procedimento, Angelo Colaci. Completamente prosciolti “perché il fatto non sussiste”: i componenti del nucleo Via del dipartimento ambiente della Regione Calabria Giuseppe Graziano, Giuseppe Cortone, Antonio La Rosa, Raffaele Mangiardi, Giuseppe Melfi, Giuseppe Putrino, Francesco Salatino, Vincenzo Schirinzi, Andrea Sposato, Luciano Matragano, Franco Labonia, Walter Canino, Antonino Genoese e Luciano Pelle; il progettista dell’opera Antonio Pelle; i dirigenti regionali Giuseppe Iacopino, Claudio Bertullo, Salvatore Gallelli.

Il giudice ha infine sollevato un conflitto negativo di competenza – dopo che aveva affermato la propria incompetenza gia’ il collega di Lamezia Terme -, sul quale decidera’ la Corte di cassazione, rispetto a diverse posizioni fra cui quelle dell’impiegato del Comune di Gizzeria Sarino De Sensi; del tecnico esterno del Comune, Ottorino Roppa, e del progettista e direttore dei lavori di una variante dell’opera, Francesco Nicolazzo. Gli indagati sono imprenditori, e poi ex amministratori e tecnici del Comune di Gizzeria, nonche’ funzionari e dirigenti della Regione Calabria. L’indagine, nata da un’attivita’ coordinata dalla Procura di Lamezia Terme, e’ approdata nel maggio 2011 davanti al giudice per le indagini preliminari del locale tribunale che ha stralciato le posizioni di 25 persone inviandole all’attenzione della Procura di Catanzaro per competenza territoriale. E, nell’ufficio del capoluogo, il sostituto procuratore, Paolo Petrolo, ha poi chiesto il processo per gli indagati rispetto alla vicenda della “Fedilbarc snc”, società che realizzò, abusivamente secondo le accuse, “l’ampliamento della struttura portuale turistica”.