Gioia Tauro, 3 donne arrestate per aver segregato 6 giovani nel campo Rom: nomi e dettagli

Carabinieri: una pattuglia dell'ArmaAll’alba del 06 novembre 2013, i Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro, supportati da personale dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria, della Compagnia Speciale e dei cinofili del G.O.C. di Vibo Valentia, del NAS di Reggio Calabria e dall’8° Elinucleo Carabinieri di Vibo Valentia, hanno eseguito una articolata e imponente attività di perquisizioni domiciliari di iniziativa finalizzata alla ricerca di armi, stupefacenti e refurtiva  presso un complesso abitativo composto da nr. 17 palazzine fatiscenti ed in stato di assoluto degrado, sito nella contrada “Ciambra”, abitato quasi esclusivamente da Rom di Gioia Tauro. I militari operanti, hanno setacciato ogni singolo appartamento delle predette palazzine e all’interno di uno di questi,  dopo aver forzato la porta in ferro chiusa dall’esterno, vi hanno trovato segregati all’interno quattro bambini e due adolescenti, che versavano in condizioni igienico-sanitarie precarie, tutti palesemente in stato di choc e sofferenti a causa delle condizioni in cui venivano costretti a vivere..A seguito di ciò, venivano poste in stato di arresto per i reati di cui agli artt. 605, 572 C.P. (sequestro di persona aggravato e maltrattamento di minori), le sottonotate persone:

  • AMATO Fiorina, nata a Sinopoli (RC) il 20.05.1953, residente a Gioia Tauro, pluripregiudicata, vedova casalinga, nonna degli adolescenti;
  • BEVILACQUA Romina, nata a Gioia Tauro il 05.05.1979, nubile, censurata, zia dei predetti;
  • BEVILACQUA Giovanna, nata a Gioia Tauro il 20.03.1968, coniugata, censurata, madre dei sei adolescenti.

I minori, su disposizione della Procuratore dei Minori Dott. Carlo Macrì e del Sostituto Procuratore dello stesso ufficio Dott.ssa Francesca Stilla venivano accompagnati dapprima presso il locale ospedale ove venivano sottoposti a visite mediche e successivamente venivano ricoverati presso strutture idonee alla loro cura.

Le tre donne,  arrestate come disposto dal Procuratore della Repubblica di Palmi, dott. Giuseppe Creazzo e dal Sostituto procuratore dello stesso Ufficio dott. Gianluca Gelso,.  sono state tradotte presso le Case circondariali di Reggio Calabria

A seguito delle operazioni di perquisizione effettuate presso tutto il plesso venivano inoltre arrestate quindici persone per furto aggravato di energia elettrica e venivano rinvenute anche, abilmente occultate all’interno di un tubo in pvc, una canna di fucile del tipo giustapposto avente matricola abrasa e varie cartucce cal. 12.

Venivano inoltre deferite a P.L. altre 17 persone, responsabili, a vario titolo, dei reati di furto aggravato e  ricettazione di materiale provento di furto (televisori e altri elettrodomestici).