Cittadinanza onoraria del comune di Bova (RC) a Cosimo Sframeli [FOTO]

487639_672121196141808_2067660955_nSabato 9 di novembre 2013, l’Amministrazione Comunale di Bova (RC) ha conferito la “Cittadinanza Onoraria” al Luogotenente dell’Arma dei Carabinieri Cosimo Sframeli. “L’importante riconoscimento – si legge nella nota diramata dal Comune di Bova – si è tenuto nel corso della seduta di consiglio sabato 9 Novembre alle 18:00. Il Luogotenente Sframeli – ha detto il primo cittadino Santo Casile – si è distinto per il grande impegno dimostrato in decenni di servizio nell’Area, ma anche e soprattutto per la sua grande passione per la lingua e la cultura dei Greci di Calabria, una minoranza a cui Sframeli ha dedicato anni di studi e impegno. Per questo motivo – ha proseguito Casile – abbiamo ritenuto doveroso tributare un prestigioso omaggio ad un uomo dell’Arma che ha saputo coniugare impegno professionale e servizio culturale a favore della comunità”.

1458865_10152378005842738_236512750_nPer assistere al conferimento della “Cittadinanza Onoraria”, da parte del Consiglio comunale di Bova (Chora tu Vua) al Luogotenente Cosimo Sframeli, erano presenti Autorità Civili, Militari e Religiose. Il Sindaco di Roghudi, Agostino Zavettieri; il Comandante della Compagnia CC di Melito Porto Salvo, Capitano Gennaro Cascone; il Maresciallo Pasquale Cuzzola, Comandante della Stazione CC di Bova; il Presidente dell’Associazione “Nastro Verde” decorati di Medaglia d’Oro “Mauriziana” Sezione Calabria, Cav. Domenico Cambareri; una rappresentanza del Comando della Polizia Provinciale di Reggio Calabria; una rappresentanza del Gruppo Volontari Croce Rossa Italiana e Protezione Civile; rappresentanti di tutte le Associazioni e Circoli Culturali dell’Area Grecanica e Grecofona; il dott. Tito Squillaci, il Prof. Filippo Violi, il Prof. Gennaro Dieni, il Prof. Leone Campanella, l’Avv. Mario Maesano, il dott. Carmelo Nucera (Sindaco del Comune di Bova negli anni ’90), l’Avv. Gioacchino Criaco (Scrittore), il regista e maestro Francesco Munzi, l’attore Marco Leonardi, il dott. Attilio Nucera, il dott. Domenico Vinci di MelitoTv, il dott. Salvatore Peditto.

048Sframeli, messinese di nascita, è in Calabria dal 1980. Ricopre, dal I luglio 2004, l’incarico di Comandante della Stazione Carabinieri Principale di Reggio Calabria. All’inizio della sua carriera fu impiegato nella Locride, negli anni in cui Reggio e la sua provincia erano oppresse dalla morsa della ‘ndrangheta e dalla piaga dei sequestri di persona. L’Aspromonte era pane quotidiano per i Carabinieri, occupati in estenuanti attività di controllo del territorio, battute, rastrellamenti, sopralluoghi, alla ricerca di latitanti e dei sequestrati inghiottiti dalla montagna. Impegnati, altresì, in indagini bancarie nazionali ed internazionali, nell’inseguire flussi di denaro. La ’ndrangheta aveva già dato prova di essere potente e spietata. Non si contavano gli omicidi, le estorsioni, gli atti intimidatori. Quei proventi illeciti, unitamente ai riscatti pagati per la liberazione dei sequestrati, venivano reinvestiti in attività economiche pulite, occultate in conti esteri e utilizzati per accedere al traffico internazionale di stupefacenti. Sframeli, prima di giungere a Reggio Calabria, ha retto vari comandi dell’Arma sulla fascia jonica reggina tra cui Siderno, Bovalino, San Lorenzo e Bova Marina.
1465322_672119856141942_1995210795_nIl Presidente della Repubblica lo ha insignito dei titoli onorifici di “Cavaliere” e di “Ufficiale” al merito della Repubblica Italiana, nonché della Medaglia d’Oro “Mauriziana” al merito di dieci lustri di carriera militare ad attestazione del lungo e meritevole servizio nelle Forze Armate. Decorato, altresì, di Medaglie Militari di Bronzo, d’Argento e d’Oro “al merito di lungo comando”, concesse dal Ministro della Difesa.  Autore, insieme al Maresciallo Francesca Parisi, pubblicava “Un Carabiniere nella lotta alla ‘ndrangheta” Edizione Falzea s.r.l. 2011, presentato dal Prof. Alessandro Manganaro e dedicato “a coloro che hanno donato la vita per la lotta alla ‘ndrangheta e a coloro, che vi hanno speso gli anni migliori”. Ai Brigadieri dei Carabinieri Tripodi e Marino, uccisi dalla ‘ndrangheta nel 1985 a San Luca e nel 1990 a Bovalino. Il volume, impostato metodologicamente con elegante e delicata sensibilità, opportunamente e validamente documentato grazie a ricerche condotte scrupolosamente e con rigore scientifico, comprende preziose testimonianze ed appassionanti scritti di Autorità militari, magistrati, amministratori e semplici cittadini, nonché originali e pregevoli contributi di riflessioni frutto di qualificate esperienze e competenze professionali. Una ricognizione ed un bilancio delle attività investigative e delle iniziative giudiziarie espletate al fine di contrastare e sconfiggere la ’ndrangheta. Il libro, tra gli altri riconoscimenti e premi (tra cui il premio Letterario Nazionale Corrado Alvaro XI Edizione 2012, Sezione Speciale CdA), ha ricevuto la Medaglia di Rappresentanza concessa dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Sframeli, a Bova Marina dal 1990 al 2004, impegnato a contrastare le espressioni più barbare della ’ndrangheta, ebbe modo di effettuare un progressivo cammino di ricerca culturale e spirituale che non fu per niente contraddittorio alla sua professione. Scoprì i poeti e gli scrittori, gli alchimisti della parola e delle tradizioni. Fortemente motivato, diede concretamente un contributo di divulgazione di questa ricchissima realtà umana, artistica e filosofica. “Mi capacitai, quindi” – afferma Sframeli in uno dei suoi scritti pubblicati – “che si trattava di persone semplici, spesso povere, quasi sempre emarginate, tanto che la cultura dominante li considerava di razza inferiore, perduta fra i monti selvaggi. Gli studiosi alternativi, pionieri di questa antica lingua, furono per anni isolati e considerati scomodi, fastidiosi, quasi insopportabili. Essi conobbero il tributo del silenzio e dell’ostracismo, anche attraverso campagne di denigrazione. Una minoranza aristocratica non compresa, confinata ai margini, se non fuori, della cultura ufficiale. Questi “testardi” studiosi, però, continuarono a parlare a generazioni, che rifiutavano suggestioni esteriori, attraverso i fascinosi richiami e le simbologie più radicali della Tradizione. Le loro idee rincuoravano i malesseri di chi era contro la perdita di valori antichi ed interiori, di chi si opponeva ai sistemi dominanti. Dopo anni di emarginazione e ghettizzazione, oggi i Greci di Calabria hanno un loro passato e finalmente un presente, un loro autonomo destino. La loro storia sarà motivo di gloria e di dignitoso orgoglio”. Un evento culturale, dunque, di eccezionale rilievo che si è colorato di molteplici e variegati significati. Quindi, in evidenza lo spirito di abnegazione del Luogotenente Cosimo Sframeli che ha sollecitato una seria e ponderata riflessione su una parte importante della storia dell’Area Grecanica, da cui trarre idonei ed utili insegnamenti, nella consapevolezza che la legalità, in quanto bene primario ed insostituibile da salvaguardare e potenziare quotidianamente con l’impegno, non è fine a se stessa, ma sostiene al meglio la comunità in cui si vive. Crediamo che, in ultima analisi, Il Sindaco Santo Casile e il Consiglio comunale, abbiano voluto comunicare in maniera forte e chiara che la legalità sia sinonimo di felicità e che non possa esserci vera felicità, laddove non alberghi la legalità. Il Carabiniere che assicura ordine, sicurezza, legalità, libertà e democrazia; ma che sa coniugare anche la cronaca con la cultura; il dovere di servire la Patria, la Bandiera, la Divisa, l’ideale di Giustizia e Legalità con il piacere di scrivere per comunicare, sempre a servizio della popolazione.