Catanzaro, processo “Varenne”, 8 condanne e 6 assoluzioni

imagesSi sono conclusi- riporta l’Agi- con otto condanne parziali – a pene comprese fra 8 mesi e 3 anni e 8 mesi di reclusione – e sei assoluzioni totali i giudizi abbreviati a carico di quattordici imputati coinvolti nell’inchiesta antidroga denominata “Varenne”, scattata il 6 agosto 2012 contro una presunta associazione dedita prevalentemente al traffico di ingenti quantità di marijuana e hashish, operante a Catanzaro e provincia e con canali di approvvigionamento nella Locride e anche a Napoli.

Il giudice distrettuale dell’udienza preliminare di Catanzaro, Assunta Maiore, ha condannato (gli imputati sono stati contestualmente assolti per alcune delle contestazioni a loro carico): Rhama Ungaro a 3 anni e 6 mesi di reclusione e 18.000 euro di multa; Francesco Varano alias “Varenne” a 3 anni 8 mesi e 18.665 euro; Francesco Agostino detto “Ciccio” a 3 anni 4 mesi e 16.000 euro; Saverio Agostino a 3 anni 1 mese 10 giorni e 13.300 euro; Sergio Rubino a 2 anni e 6.000 euro; Rocco Femia a 8 mesi e 2.000 euro; Alessandro Vecceloque Peroloque a 10 mesi 20 giorni e 4.000 euro; Domenico Amato a 2 anni 2 mesi e 10.000 euro.

Completamente assolti: Antonio Gallella, Ivan Commisso, Saverio Chiarella, Giuseppe Ponissi, Pietro Tieni, Nicola Tavano. A conclusione della propria requisitoria, lo scorso 16 settembre, il pubblico ministero aveva invece chiesto quattordici condanne, a pene comprese fra 16 e 5 anni di reclusione.

Il 7 giugno scorso, quando sono stati ammessi i giudizi abbreviati, altri due imputati dell’operazione “Varenne” sono stati rinviati a giudizio e per loro è in corso il processo dibattimentale (si tratta di Pina Zangari, 43 anni di Borgia, e Simone Bevilacqua, 32 anni di Catanzaro, difesi dagli avvocati Arturo Bova, la prima, e Alessandro Guerriero, il secondo). Una terza persona che ha seguito la via della normale udienza preliminare, Ali Ait Ali Ousadi, 24 anni, cittadino del Marocco, quel giorno ha invece incassato un sentenza di non luogo a procedere, come richiesto dall’avvocato Antonio Lomonaco.

L’operazione “Varenne”, condotta dalla Guardia di finanza, scattò alle prime luci dell’alba del 6 agosto 2012 per l’esecuzione di un’ordinanza cautelare emessa dal giudice di Catanzaro, Maria Rosaria di Girolamo, su richiesta dei sostituti procuratori Simona Rossi e Vincenzo Capomolla, a carico di dieci indagati – sette finiti in carcere, due ai domiciliari, tra i quali un donna (cui è stata contestata la cessione di dosi di cocaina in cambio di prestazioni sessuali da parte di un soggetto minorenne), ed uno sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria -, dopo quasi tre anni di indagini, partite nell’estate del 2009.

Secondo la tesi dell’accusa, il gruppo criminale ricostruito nell’inchiesta, che sarebbe stato capeggiato da Ungaro – all’epoca dei fatti gestore di un autolavaggio a Roccelletta di Borgia utilizzato anche come luogo di incontro e smercio -, avrebbe acquistato per anni droga nella Locride e nel Napoletano per poi rivenderla nell’hinterland del Catanzarese, tenendosi al riparo dai controlli grazie ad un collaudato sistema di “auto staffetta”, che accompagnavano i mezzi carichi di droga precedendoli, in modo da segnalare eventuali pattuglie delle Forze dell’ordine presenti lungo il percorso.