Calabria, vertenza Lsu/Lpu, Salerno: “Non intaccato il settore delle politiche sociali”

Salerno-NazzarenoIn riferimento alle note apparse sulle agenzie di stampa con le quali i rappresentanti del Terzo settore lamentano la sottrazione di risorse alle politiche sociali, l’assessore regionale al ramo Nazzareno Salerno ritiene utile chiarire alcuni aspetti della vicenda “al fine di evitare – ha sottolineato – la diffusione di scenari allarmistici che non trovano puntuale corrispondenza nella realtà”. “Va innanzitutto specificato – ha aggiunto Salerno in un comunicato dell’ufficio stampa della Giunta – che la  Regione ha inteso dare una risposta concreta agli lsu/lpu, consentendo il pagamento delle spettanze e provvedendo contemporaneamente alla salvaguardia delle categorie deboli che meritano la dovuta attenzione e che non saranno certamente lasciate sole. Va spiegato che la variazione di bilancio, approvata dal Consiglio regionale nella seduta del 12 scorso novembre e volta ad assicurare i sussidi al bacino dei precari calabresi, ha preso in considerazione risorse ordinarie del bilancio regionale. Non sono dunque state sottratte risorse al settore delle politiche sociali – ha rimarcato l’esponente della Giunta regionale – poiché le attività programmate vengono assicurate con le risorse disponibili sul capitolo regionale alimentato dal Fondo nazionale per le politiche sociali. Le scelte del Consiglio regionale, operate in piena autonomia, hanno mirato a soddisfare le esigenze dei lavoratori senza indebolire il sistema del welfare e senza eliminare servizi sociali. Agli esponenti del Pd, che hanno peraltro espresso voto favorevole al provvedimento che dovrebbero rileggere attentamente, va ricordato il particolare contesto economico in cui ci troviamo e gli sforzi compiuti da questa maggioranza a favore dei lavoratori. Pertanto – ha dichiarato infine l’assessore Salerno - non vi è stata nessuna violazione dei diritti di cittadinanza e, anzi, va ribadito che la Regione continuerà ad assicurare il massimo impegno per la difesa di chi è maggiormente esposto a rischi sociali”.