Calabria, Longo (Prc): “La salvaguardia dell’ambiente diventi una priorità per la politica”

Giuseppe Longo

Nota Stampa Giuseppe Longo, consigliere regionale Prc:

Ogni anno, nella stagione delle piogge, i media contano morti, feriti e danni, e parlano di “catastrofi naturali”. Ma sappiamo che al giorno d’oggi uccidono più l’incuria e la speculazione edilizia che la natura. Le nostre terre vengono svendute, violate e avvelenate con il cemento per avidità e indifferenza, mentre le istituzioni deputate alla difesa dell’ambiente tacciono.
Gli eventi di dissesto idrogeologico hanno provocato in Calabria, soltanto negli ultimi 5 anni, danni per oltre un miliardo e mezzo di euro. Per molti osservatori, scienziati e ambientalisti, l’alluvione che ha flagellato nei giorni scorsi il territorio calabrese è il classico e periodico “disastro annunciato” a cui, come ogni volta, si pensa di far fronte attraverso interventi tampone prevedibilmente non risolutivi.
La situazione in cui versa il nostro territorio è però talmente critica che abbisogna di un piano straordinario di messa in sicurezza, sistematico e strutturale, a partire dall’individuazione delle risorse necessarie a rendere sicuri torrenti e fiumare. Il demanio fluviale infatti lamenta una sconsiderata e pluridecennale politica di cementificazione e abusivismo, troppo spesso tollerata o minimizzata dalle istituzioni, che ha permesso la costruzione di abitazioni e infrastrutture in aree ad alto rischio idrogeologico. Le sciagure di questi giorni sono solo le ultime conseguenze di questo metodico stupro ambientale.
Sconcerta l’assenza di questi temi dall’agenda politica di chi amministra la nostra regione, che invece dovrebbe considerare la difesa dell’ambiente un assoluta priorità. Nessuno, nell’ambito delle proprie competenze, può ritenersi esente da responsabilità, per l’oggi e per il domani. La Provincia pertanto deve indispensabilmente farsi carico di individuare le risorse per un piano di interventi irrimandabili, dato lo stato di pericolo in cui versa il demanio idrico e fluviale causa di forte preoccupazione per i cittadini.
A fronte di uno stato di emergenza così grave, la Provincia deve imporre l’istituzione di un tavolo straordinario, con Regione e Governo, per la messa in sicurezza dei tanti corsi d’acqua in condizioni di totale abbandono che attraversano i nostri comuni.
Oggi si può ancora e si deve intervenire, puntando inoltre sulla lotta decisa all’abusivismo e alla speculazione edilizia. Continuare a trincerarsi dietro l’indisponibilità di fondi statali o nelle pieghe burocratiche del Patto di stabilità significherebbe consegnare la nostra terra a disastri sempre più gravi, per lasciare spazio a inutili, sterili polemiche del giorno dopo, che certamente non giovano al bene comune.