Barcellona P.g: i Fratelli d’Italia hanno commemorato i militari caduti in guerra

SONY DSCIl comitato cittadino di Fratelli d’Italia ha commemorato i militari caduti durante le guerre o nell’adempimento del proprio dovere di servitori della patria, ricordando altresì tutti i soldati attualmente impegnati nella missioni di pace in tutto il mondo ed in particolare i due Marò ancora prigionieri in India. La commemorazione si è svolta deponendo un cuscino di fiori innanzi alla lapide bronzea presente presso la biblioteca comunale “Nannino di Giovanni” di Barcellona Pozzo di Gotto, in Via Regina Margherita, e dedicata Al Tenente Colonnello Paolo Arcodaci ed al nipote, il sottotenente Valerio Arcodaci, entrambi periti in battaglia durante la seconda guerra mondiale. Dopo la preghiera officiata da Padre Tindaro, è stata letta una poesia dedicata ai caduti di tutte le guerre da parte della professoressa Franca Bucca, la quale ha anche ricordato alcune delle vittime barcellonesi, partendo proprio dal Colonnello Arcodaci, allo stesso Nanninio Di Giovanni, a cui la biblioteca è stata intitolata, per finire al Maggiore Giuseppe La Rosa, di perito eroicamente in Afganistan. Poi è stata la volta dell’eminente storico barcellonese, il Professor Nino Saia Barresi, che nel suo breve escursus storico ha evidenziato come la storia barcellonese sia piena di illustri concittadini le cui gesta costituiscono un grande esempio per le generazioni future e per il riscatto della nostra città. Altro intervento di grande spessore è stato quello di Ozanam Bovavita, che ha ricordato la vicenda del lascito Di Giovanni da cui nasce la biblioteca comunale. Ha concluso la cerimonia l’Avv. Giuseppe Sottile, portavoce provinciale di Fratelli d’Italia, il quale ha voluto evidenziare come la commemorazione dei militari caduti non è “un inno alla guerra bensì alla pace ed alla libertà, un modo per rendere onore e ringraziare tutti coloro che si sono battuti per la libertà, e che hanno perso la vita per far si che ognuno di noi oggi possa godere del diritto di esprimere la nostra opinione; quella stessa libertà che consente ad un sindaco inopportuno e provocatore di portarsi una bandiera colorata in una cerimonia dove si rendeva omaggio alla memoria di tanti figli della patria che hanno combattuto e perso la vita“.