Barcellona (Me): l’Amministrazione fa chiarezza sulla 13 lavoratrici degli asili comunali licenziate

comune barcellona messinaL’Amministrazione Comunale di Barcellona Pozzo di Gotto, provincia di Messina, attraverso una nota vuole fare chiarezza sulla questione delle 13 lavoratrici degli asili nido che sono state licenziate dopo anni di servizio. Una denuncia arrivata anche e soprattutto dai sindacati, che è rimbalzata attraverso le varie testate locali. Sulla questione l’Amministrazione vuole quindi chiarire la propria posizione, attraverso la nota che vi proponiamo integralmente:

Si esprime amarezza e disapprovazione per come sui giornali e in Consiglio Comunale è stata rappresentata la questione relativa alle 13 lavoratrici che prestavano servizio presso gli asili nido Comunali. Si è parlato nuovamente di licenziamenti e di negazione del diritto al lavoro, parole pesanti, inaccettabili, ancor più gravi se a pronunciarle sono esponenti di organizzazioni sindacali, il rischio infatti è quello di inasprire i toni e falsare lo stato dei fatti.

L’appalto in questione, in scadenza al giugno 2012, non è stato rinnovato perché ritenuto elusivo dei vincoli imposti dal patto di stabilità, il Comune infatti ricorreva ad un appalto esterno che prevedeva l’impiego di 13 unità di personale, quando in pianta organica erano presenti molti dipendenti con il titolo idoneo per svolgere le finzioni di istruttore asilo nido, non dimentichiamo che i Comuni sotto patto di stabilità hanno il divieto di assumere personale. La scelta di non rinnovare l’appalto è stata pertanto una scelta obbligata.

Questo appalto, inoltre, era stato a suo tempo attivato per garantire il servizio pomeridiano, poi a seguito dell’esodo verso gli uffici di una parte del personale di ruolo, è stato utilizzato per effettuare il servizio ordinario di mattina. Attualmente con il personale interno abbiamo garantito un servizio regolare, come negli anni scorsi.

- Presso l’asilo di S. Antonino su 36 posti disponibili ci sono 36 bambini frequentanti.

- Presso l’asilo nido Petraro su 36 posti disponibili frequentano 36 bambini.

- Presso l’asilo nido Panteini su 46 posti disponibili ci sono 30 bambini (ma non c’è lista d’attesa perché storicamente non c’è molta richiesta)

- Presso l’asilo nido Casa del fanciullo su 50 posti disponibili frequentano 42 bambini (e se ne potranno inserire fino a 46).

Le unità mancanti, sulla carta, sono pertanto 3. Alla luce di questi dati è giustificabile un appalto di 160000 euro annui?

Si ricorda altresì che l’Ente, per garantire un servizio efficiente, applica il rapporto minimo istruttore/bambino cioè quello di 1:6 quando la legge consente anche un limite medio massimo di 1:8.

Tutto questo non significa che il servizio non possa e non debba essere migliorato e potenziato. L’opportunità per fare questo ci è stata offerta dai fondi ministeriali del PAC (Piano di Azione Coesione
- Intervento Servizi di cura per l’Infanzia) e infatti il progetto che stiamo redigendo prevede l’apertura di sabato mattina e il prolungamento orario pomeridiano, con il ricorso a personale aggiuntivo. Le 13 lavoratrici in questione avranno pertanto una concreta possibilità di lavoro a partire dal settembre 2014.

Abbiamo attentamente valutato la proposta di anticipare questo servizio di ampliamento orario ricorrendo a fondi comunali. Ma la cifra necessaria supera i 100.000 euro e dovrebbe essere sottratta ad altri servizi necessari per la nostra città. Ci è stato chiesto di inserire in bilancio una cifra simbolica, ma noi non abbiamo nessuna intenzione di ingenerare false illusioni nelle lavoratrici, abbiamo cercato di essere sempre chiari e diretti evitando qualsiasi facile demagogia.

In altri comuni d’Italia sono stati interrotti i servizi essenziali, sono state aumentate sensibilmente le rette, noi siamo fieri di poter dire che, nonostante i tagli che quotidianamente subiamo, a Barcellona Pozzo di Gotto tutti i servizi essenziali sono stati mantenuti.