AnciSicilia: “decreto rette ricovero disabili aggrava oneri a carico dei comuni”

ANCII comuni siciliani si ritrovano un ulteriore onere a proprio carico che riguarda la compartecipazione al costo delle rette giornaliere delle prestazioni socio-sanitarie riabilitative dei soggetti ricoverati in regime semiresidenziale e residenziale. Tale situazione, che creerà un’ulteriore danno alla già precaria situazione economico-finanziaria dei comuni, rischia di compromettere, ulteriormente, l’erogazione dei servizi alle comunità. Si passa, in questo modo, da un contributo zero ad un esborso pari a circa il 40%. Se consideriamo i 390 comuni dell’Isola questi costi nel loro insieme ammontano a decine di milioni di euro. Così, se da un lato facciamo le battaglie per evitare tagli ai trasferimenti regionali, dall’altro il governo trova una nuova strada per gravare sui bilanci dei comuni”.

Lo hanno detto Paolo Amenta e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente vice presidente vicario e segretario generale dell’AnciSicilia, commentando il decreto dell’assessore regionale alla Salute del 2 settembre 2013, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana del 4 ottobre 2013.

Nel provvedimento sono state stabilite, infatti, le quote di compartecipazione ai costi della prestazioni riabilitative psico-fisiche-sensoriali in regime residenziale e semiresidenziale, ecco le cifre: per gli ospiti residenziali la compartecipazione dei comuni  è di 34 euro (su una spesa complessiva di 113 euro al giorno) e di 40 euro (su un totale di 148 euro al giorno) in caso di disabilità grave; per gli ospiti semiresidenziali la compartecipazione è di 20 euro a carico dei comuni (su un totale di  68 euro al giorno) e di 27 euro (su un totale di 90 euro al giorno) in caso di disabilità grave.

La retta è pagata dall’azienda sanitaria provinciale competente al centro di riabilitazione. La Asp ha diritto poi di rivalersi sul Comune di residenza dell’assistito per la quota di compartecipazione.