Alluvioni in Italia: decine di casi in soli tre anni, disastri dimenticati

alluvione Il dramma della Sardegna non è nuovo e si aggiunge a una lunga lista di danni e pericoli subiti dal nostro paese, spesso fatali per cittadini e infrastrutture. Innumerevoli emergenze idrogeologiche da nord a Sud,  interi comuni spazzati via dalla potenza dell’acqua e dal fango. Simili scenari apocalittici  di cui purtroppo spesso i Tg si dimenticano, come il caso del Il 1°ottobre 2009  quando una terribile alluvione devastò Giampilieri, Scaletta Zanclea, Altolia e tanti altri centri del Messinese Jonico, provocando la morte di 37 persone e gravissimi danni al territorio e alla popolazione.

Atrani, paesino affacciato sulla Costiera Amalfitana, che a settembre del 2010 fi invaso da un fiume di acqua e fango e che costò la vita alla ventenne Francesca Mansi, il cui corpo fu ritrovato oltre venti giorni dopo il disastro.

Nell’ottobre del 2010 Prato fu attraversata da una potente ondata di maltempo e più di 100 mm di pioggia in una manciata di ore . Vittime, in quel caso, tre donne di nazionalità cinese che morirono in un sottopassaggio mentre erano a bordo di un furgone letteralmente sommerso dall’acqua. Nemmeno il Veneto fu risparmiato, infatti appena un mese dopo, tra il 31 ottobre e il 2 novembre 2010, si verificò un’alluvione a seguito dell’esondazione del Bacchiglione e del Retrone e dallo scioglimento delle nevi montane: i danni ammontarono a oltre un miliardo di euro con circa 140 chilometri quadrati di territorio allagati e tre morti.

Nel marzo del 2011 toccò alla Puglia e alla Basilicata, quando in piena andarono fiumi come il Bradano e l’Agri che provocarono perdite economiche per più di 80 milioni di euro con danni maggiori a Taranto e Foggia e centinaia di ettari agricoli allagati e di strade dissestate, e a Casette d’Ete, nelle Marche, dove lo straripamento dell’Ete fu da stato di calamità naturale con 200 millimetri d’acqua caduti in un giorno: un disastro che uccise un padre e una figlia, travolti a bordo della propria auto.  A queste vittime si aggiunsero quelle di Venarotta, dove una donna anziana scivolò nel fango per uno smottamento del terreno, e quelle di Cervia e Teramo, dove due uomini rimasero intrappolati nelle proprie auto.

Il 4 novembre del 2011 che l’Italia venne colpita da una delle alluvioni peggiori della sua storia: Genova e la sua provincia furono flagellate precipitazioni che rilasciarono 300-400 mm di acqua in poche ore, bilancio della tragedia: sei morti.

Poche settimane dopo, intense precipitazioni e violente mareggiate colpirono nuovamente  la provincia di Messina, il 22 novembre 2011: le vittime  furono tre, tra cui un bimbo di dieci anni a Scarcelli, frazione di Saponara, e circa 700 persone sfollate. Quasi esattamente un anno le stesse drammatiche emergenze convolsero la provincia di Massa e Carrara, le piogge superarono i 200 mm in due ore, tra frane, black out, intere zone sepolte da un metro d’acqua per giorni ed oltre 13 milioni di danni per le imprese. In quegli stessi giorni una forte alluvione anche nella Maremma grossetana (12 novembre 2012): sei morti in tutto, quasi 700 sfollati, record pluviometrici e allagamento di Albinia e Marsiliana.

E adesso la Sardegna con un quantitativo di pioggia pari a sei mesi con punte di 450 millimetri nella zona di Orgosolo nelle ultime 12 ore, e i suoi 18 morti.