Vittima di ‘ndrangheta scrive al papa, ”condanni rapporto chiesa-mafia”

Naufragio Lampedusa: Papa, preghiamo per le vittimePapa Francesco ”le chiediamo una condanna ferma per quel che riguarda il fenomeno della mafia, delle regole precise e ferree per cui fede pagana non si mescoli con quella cristiana. Le chiediamo una verifica per quel che riguarda la condotta di parroci e vescovi soprattutto in terra di Calabria”. Cosi’ Adriana Musella, presidente dell’associazione antimafia ‘Riferimenti’, figlia di una vittima dell”Ndrangheta in una lettera inviata al pontefice chiede la ferma condanna del rapporto tra Chiesa e mafia. ”Mio padre Gennaro Musella – scrive la figlia – e’ stato disintegrato dalla ‘ndrangheta calabrese, saltando in aria con la suo autovettura a Reggio Calabria”. Oggi, prosegue Adriana, in Calabria ”c’e’ chi consente i sacramenti ai criminali, parrocchie che da costoro vengono sovvenzionate, malavitosi che sorreggono Santi e Madonne nelle processioni che, si tramandano di generazione in generazione il diritto di portare sulla propria spalla l’immagine sacra con l’assegnazione di un posto stabile e intoccabile. Il problema e’ che spesse volte quel ‘posto’ viene occupato e tramandato da devoti con molteplici precedenti penali”. In passato, ricorda la figlia di Gennaro Musella, ”i vescovi calabresi hanno fatto anche un documento” ma ”tra le parole e i fatti non c’e’ coerenza”.