Unime, l’associazione Unidea sugli scandali universitari: “Ma fino ad adesso dove siamo stati?”

unideaRisale ad aprile 2013 la costituzione di questa associazione studentesca che, come dichiarato in occasione della presentazione, non intende farsi scoraggiare dalla stato di fatto delle cose, ma avviare un dialogo con i coetanei per discutere dei problemi e rintracciare soluzioni.

E di problemi che gravitano intorno all’ateneo messinese ce ne sono tanti. In particolare Unidea vuole far sentire la propria voce riguardo gli scandali che sempre più spesso investono l’Università, inchieste giudiziarie e parentopoli.

L’emersione di simili situazioni – si legge nel comunicato – provoca sempre un’offesa e un danno a noi studenti, vanifica i sacrifici di tante famiglie che vedono ripetutamente tradite le aspettative riposte in un Ateneo in cui il merito è dimenticato ogni volta che sia coinvolto il figlio, il parente o l’amico di turno.
Proprio i concorsi sono la circostanza in cui più spesso si consumano queste offese all’impegno di noi studenti. Quanti giovani hanno partecipato a quei concorsi e si sono trovati di fronte a circostanze lesive del proprio impegno? In quanti non si sono neanche presentati perchè consci che il posto in questione era già stato assegnato da tempo? In quanti hanno dovuto preparare la valigia perchè il nostro Ateneo non ha offerto loro l’opportunità di mettere a frutto le proprie competenze? Quante volte, a lezione, capita di trovarsi di fronte professori o assistenti immeritevoli di quella cattedra, di quel posto ottenuto a discapito di persone più valide? ”

I toni sono forti, carichi di quella disillusione e frustrazione che dappertutto in Italia i giovani conoscono così bene: “finchè i posti continueranno ad essere assegnati in base a logiche non meritocratiche, la qualità dell’ offerta formativa continuerà ad abbassarsi senza soluzione di continuità.
L’Università deve lanciare un segnale forte e di incoraggiamento. Le Istituzioni devono assumere decisioni che assicurino la trasparenza nei concorsi e la certezza che la preparazione dell’esaminando sia l’ unica qualità da tenere in considerazione”

Le alternative si riducono al minimo, e sono espressione di un sentimento di rivalsa sul sistema contorto: “O accettiamo di essere i perenni ultimi, sottostando alla immutabile verità per cui vanno avanti i figli di.., impoverendo noi stessi e la nostra Terra, o scegliamo di uscire da una stagnazione a cui siamo stati condannati da anni di gestione corrotta, di cambiare passo e direzione verso metodi più trasparenti e meritocratici, per poter finalmente dare torto a tutti coloro che finora hanno avuto ragione, a tutti coloro che a Messina si sono sentiti negato il futuro

Ma la responsabilità è attribuita anche a chi, secondo Unidea, ha assistito in silenzio; fra questi, principalmente gli studenti. “nel corso degli anni, pur avendo avuto un Rettore indagato per concorsi truccati ed essendo finiti sulle prime pagine dei giornali e nei talk-show televisivi, non si è assistito ad alcuna presa di posizione forte da parte degli studenti, a nessuna condanna, se non in casi singoli in cui docenti e allievi hanno alzato la voce a denunciare lo scandalo”. E non mancano le accuse ad altre realtà universitarie da tempo consolidate: “ Associazioni come Atreju non hanno fatto o detto nulla allora, quando avevano l’occasione di dare un fortissimo segnale contro quel sistema corrotto, sia dalla base, sia dall’alto degli organi di rappresentanza in cui gli studenti avevano riposto la propria fiducia al momento delle elezioni. Oggi, invece, protestano, perchè questi scandali finiscono sui giornali e sminuiscono il valore della nostra laurea, attaccano striscioni, rivendicando il futuro degli studenti (intanto fanno campagna di tesseramento, coincidenze?).

I ladri di futuro sono in tanti, ma nella lista vanno ricordati anche quelli che in questi giorni fanno propaganda alla propria associazione facendo demagogia, incalzando il disgusto di tanti di noi.
Il camaleontismo non è un arte nobile – si legge a conclusione del comunicato – ma fa proselitismo ed ha come suo miglior alleato il silenzio sul passato. Crediamo che non siano tutti disonesti, ma come da un professore o da un Rettore chiediamo di rispondere dei suoi comportamenti e invochiamo un cambiamento, negli errori del passato c’è un pezzo di responsabilità anche vostra e questa l’avete voluta rimuovere dalla storia”.