UniMe: tutti i dettagli sul concorso di ricercatore in Microbiologia truccato nel 2010

unimeEmergono ulteriori particolari sugli arresti del Preside della facoltà di Farmacia, Giuseppe Bisignano, e del professor Giuseppe Teti, accusati di aver manipolato un concorso per ricercatore a tempo determinato in Microbiologia e Microbiologia clinica alla facoltà di Medicina. Ad essere favorito fu il figlio di Bisignano, Carlo, che ottenne il posto a causa della rinuncia “forzata” del primo classificato.

La ricostruzione dei fatti, operata dal Gip Massimiliano Micali nella sua ordinanza di custodia cautelare, mette in luce un giro di favori che vede coinvolte più persone. Il tutto è partito da un’indagine che cercava di chiarire l’uso di una serie di fatture false, che servivano a prelevare denaro dalle casse del dipartimento di Farmacia. Sotto inchiesta per questo sono Giuseppe Bisignano e Cesare Grillo, addetto alla gestione del fondo del dipartimento. Intercettando le telefonate di Bisignano però, secondo l’accusa, è venuta a galla la manipolazione del concorso.

Le procedure per assegnare il posto di ricercatore sono partite nel 2010: si presentarono tre candidati, tra i quali Carlo Bisignano. A vincere però fu, per palesi meriti superiori, Salvatore Papasergi. Quest’ultimo tuttavia non aveva appoggi e conoscenze di alcun tipo all’interno dell’Università di Messina. Così, secondo l’accusa, si riuscì a manipolare il concorso. Inizialmente si tentò di far leva sui componenti della commissione giudicante, al fine di alterare i punteggi, tramite alcuni professori di Catania e Camerino. Al rifiuto dei commissari di “prestarsi al gioco”, Bisignano padre contattò il professor Teti, ordinario di Microbiologia, e presidente della commissione giudicatrice.

Teti quindi “suggerì” a Papasergi di farsi da parte, lasciando il posto a Carlo Bisignano, con la promessa – non mantenuta – di un posto come ricercatore nel prossimo futuro. Papasergi, come egli stesso ha rivelato negli interrogatori, cedette alle pressioni perché appunto non aveva alcun tipo di aggancio all’interno dell’Ateneo. Al colloquio orale, praticamente una formalità visti i titoli, Papasergi non si presentò, inviando appena 5 giorni prima della data una lettera di formale rinuncia al professor Teti. Il posto di ricercatore venne quindi facilmente ottenuto da Carlo Bisignano.