Tragedia a Lampedusa, l’associazione Consulcesi lancia un appello perché sia fatta giustizia

images Consulcesi, associazione attiva nella tutela dei medici e dei professionisti sanitari, da anni impegnata in attività benefiche in Eritrea a fianco di Assiter, l’Associazione Italia Eritrea, lancia un appello al Governo italiano per un intervento sugli organismi internazionali in modo che si ponga fine al conflitto tra Etiopia ed Eritrea, affinché non si ripeta mai più la strage cui abbiamo assistito pochi giorni fa al largo di Lampedusa di persone che, in fuga dalla guerra e dalle persecuzioni, trovano la morte in mare:

L’Accordo firmato ad Algeri il 12 dicembre del 2000 fra il governo della Repubblica Democratica Federale di Etiopia e il Governo dello Stato di Eritrea ha portato le due parti coinvolte ad affermare la volontà di mantenere gli impegni assunti nel lungo processo di pace ristabilendo la situazione precedente allo scoppio del conflitto per costruire una pace duratura fra i due Paesi, superando le questioni che portarono alla guerra stessa.
La guerra di confine tra Etiopia e Eritrea, scoppiata nel 1998 nella contesa per la città di Badammè, ha portato alla morte di circa 19.000 soldati eritrei, insieme ad una pesante migrazione delle popolazioni eritree, lasciando come conseguenza un disastroso contraccolpo economico per il Paese stesso.

Come è noto, con il trattato di pace di Algeri si è affidato ad una commissione indipendente delle Nazioni Unite il compito di definire i confini tra le due nazioni. L’EEBC (Eritrea-Ethiopia Boundary Commission) ha terminato la sua indagine ed il suo arbitrato nel 2002, stabilendo che la città di Badammè debba appartenere all’Eritrea. Tuttavia il governo etiope non ha a tutt’oggi ritirato il suo esercito dalla città, con il rischio di ulteriori conflitti.

Consulcesi, impegnata in Eritrea al fianco dell’associazione Italia Eritrea Assiter, chiede al governo italiano e a tutte le forze politiche del Paese, di intervenire presso le autorità internazionali preposte affinché vengano rispettati i principi sanciti nel citato accordo internazionale di Algeri.

Dal canto suo, avvierà un’opera di sensibilizzazione rivolta all’opinione pubblica del nostro Paese affinché sia fatta giustizia da parte della comunità internazionale e cessino definitivamente i conflitti tra Etiopia e Eritrea, con le loro conseguenze umanitarie drammatiche, ormai non più tollerabili.