Torna l’ora solare, ma il Codacons vuole eliminarla: ”Dà solo disturbi e disagi”

imagesLancette dell’orologio indietro di un’ora. Nei Paesi dell’Unione europea l’ora legale inizia l’ultima domenica di marzo e termina l’ultima domenica di ottobre; e, alle stesse convenzioni, si attiene la Svizzera. Per ritornare all’ora legale dovremo aspettare la notte tra il 29 e il 30 marzo del prossimo anno.

L’ora legale è stata introdotta per sfruttare la luce del Sole e, quindi, ridurre i consumi energetici, una vera e propria necessità durante la crisi petrolifera degli anni ’60-’70. Il maggiore risparmio energetico si registra ad aprile e ottobre. La prima teoria dell’ora legale risale al Settecento con Benjamin Franklin, l’inventore del parafulmine. Franklin comprese che facendo adattare l’orario ai cambiamenti della luce durante l’estate si sarebbe risparmiato molto in energia.

In Italia l’ora legale è stata introdotta per la prima volta nel 1916 e adesso c’è chi propone di farla valere tutto l’anno, eliminando l’ora solare. E’ il Codacons a sottolineare che, secondo alcuni studiosi americani, lo sfasamento di un’ora determinerà disturbi del sonno in un bambino su due e che risintonizzare i ritmi biologici determina un disagio per l’organismo, anche negli individui adulti.

In base a una ricerca effettuata dal Codacons nel 2008, l’iniziativa sarebbe condivisa dall’80% degli italiani. “In tal modo – afferma in una nota il segretario nazionale, Francesco Tanasi – si avrebbe il vantaggio di recuperare l’ora di luce anche in inverno, senza subire però il costo economico e il disagio legato all’aggiustamento dell’orario: aggiornamenti dei sistemi informatici, orari dei treni, termostati temporizzati, dvd, agende elettroniche, radiosveglie, orologi nelle auto, problemi nelle transazioni finanziarie, ecc.. Inoltre nel risparmio vanno conteggiati tutti i costi relativi ai problemi di insonnia e sonnolenza che incidono pesantemente sulla produttività nella prima settimana lavorativa successiva al cambio”.

A spiegare gli effetti sul sonno e sull’umore provocati dalla necessità di riallineare l’organismo a un orario diverso è l’esperto di medicina del sonno Luigi Ferini Strambi, presidente della World associaton of sleep medicine (Wasm). Anche se per una notte si potrà dormire di più, “per circa il 25% degli italiani è in agguato un mini ‘jet lag’, con uno scombussolamento generale che rientrerà nel giro di 2 o 3 giorni” dice l’esperto all’Adnkronos Salute. “Tende ad avere problemi circa un quarto delle persone – evidenzia – in particolare i soggetti più legati ai cosiddetti ‘marcatempo’, cioè al momento di andare a letto e al momento del pasto”.

Le vittime ideali del ‘mal di fuso’ scatenato dallo ‘shift’ “saranno perlopiù anziani e bambini. Problemi minori invece per gli adulti che hanno una maggiore plasticità del sistema che regola il ciclo sonno-veglia”.

“Non c’è comunque da preoccuparsi – assicura l’esperto – perché si tratta di ‘metabolizzare’ uno spostamento di una sola ora”. Anzi, sottolinea, “a differenza del passaggio all’ora legale che rappresenta un momento di rischio in cui tendono ad aumentare gli eventi cardiovascolari acuti, con il ritorno all’ora solare c’è il fenomeno opposto. Sulla carta abbiamo un vantaggio per l’apparato cardio-circolatorio, perché riposiamo di più”.

Chi si avvantaggerà della ‘retromarcia’ delle lancette “sono in particolare i ‘gufi’”, gli amanti delle ore piccole. “Perché hanno un ritmo sonno-veglia spostato in avanti e con il passaggio all’ora solare riusciranno ad allinearsi al proprio ritmo ideale”, spiega Ferini Strambi. “In questi giorni dunque è possibile che le persone più suscettibili ai cambi di orario siano maggiormente irritabili e vadano incontro a una maggiore instabilità di umore. Questi soggetti vanno tranquillizzati, perché l’effetto dura poco”.

Il vero problema è l’aumento del buio nelle nostre giornate, avverte invece l’esperto. “Un aspetto che ha un’influenza negativa sull’umore. Occorre considerare anche simili effetti in una riflessione più ampia sulla necessità di sottoporre le persone a un continuo riallineamento fra ora solare e ora legale. Bisognerebbe valutare attentamente se vale la pena di continuare con questo sistema. Sulla scelta non pesano solo aspetti di risparmio energetico, vanno valutati anche gli effetti sulla salute”.

Nel frattempo, conclude Ferini Strambi, esistono delle contromisure per mitigare l’effetto jet lag: “Evitare gli alcolici e tutto quello che può rendere più nervosi o ansiosi. Idratarsi con acqua, fondamentale anche quando si fanno viaggi intercontinentali. E non drammatizzare, cercando invece di pensare a una strategia di 2 o 3 giorni che permetta di riallineare gli orari del sonno e della cena in maniera graduale, per un cambiamento soft”.