Sant’Agata di Militello: 2 arresti in esecuzione di misure cautelari emesse dalla Procura di Palermo nell’ambito dell’operazione “Nickname”

Carabinieri: una pattuglia dell'Arma a Reggio CalabriaMattinata odierna in Palermo e Mistretta (ME) i Carabinieri della Compagnia di S. Agata Militello (ME) in collaborazione con le rispettive Armi locali hanno tratto in arresto 2 persone in esecuzione di ordinanza di applicazione di misure cautelari in carcere ed agli arresti domiciliari emessa dal GIP del Tribunale su richiesta della Procura della Repubblica di Palermo per i reati di spaccio continuato in concorso e coltivazione di piantagione di cannabis indica.

Le misure scaturivano a conclusione di complesse attività investigative, iniziate nel mese di dicembre 2010 e protrattesi fino al mese di maggio dell’anno seguente, supportate oltretutto da intercettazioni ambientali, telefoniche e telematiche, attraverso le quali venivano stigmatizzate le condotte delittuose in capo agli indagati. In particolare venivano svelati i meccanismi del traffico dello stupefacente approvvigionato da fornitori palermitani che raggiungeva le piazze di spaccio locali attraverso taluni indagati. Inoltre, come ampiamente trattato in sede di emissione di misura emessa da parte dell’autorità giudiziaria, per alimentare i proventi eventualmente da investire negli acquisti di droga, gli indagati avevano allargato il loro raggio d’azione preordinando degli atti predatori con il furto perpetrato all’interno di un residence pattese avvenuto nel mese di maggio, sventato dalle forze dell’ordine con l’arresto degli autori materiali.

La misura restrittiva in carcere veniva emessa nei confronti di:

BLANCO Vincenzo di Tortorici in atto ristretto, per altra causa presso la Casa Circondariale di Mistretta.

La misura restrittiva agli arresti domiciliari emessa nei confronti di:

BERTOLINO Michele di Palermo, già agli arresti domiciliari presso la sua abitazione di Palermo.

L’Autorità Giudiziaria palermitana, come anticipato, ha valutato ed emesso misure cautelari nei confronti dei prevenuti per le fattispecie delittuose legate ad episodi di spaccio di droga collegati con soggetti di quel centro. L’odierna operazione fa parte della già nota inchiesta denominata “nickname”, scattata all’alba del 9 Ottobre 2013.