Roma, duro colpo alla ‘ndrangheta: sequestrati beni per 1,5 milioni di euro alla cosca “Fiare/Razionale”

diaPersonale della Direzione Investigativa Antimafia di Roma e della Sezione di Catanzaro, a seguito di una ordinanza emessa dalla Corte di Appello del capoluogo calabrese, su richiesta formulata dalla Procura Generale della Repubblica a quella sede, in forza dell’art. 12 sexies del D.L. 8 giugno 1992, nr. 306, convertito nella Legge 7 agosto 1992, nr. 356 “Modifiche urgenti al nuovo codice di procedura penale e provvedimenti di contrasto alla criminalità mafiosa”, ha operato un sequestro preventivo di beni finalizzato alla confisca nei confronti del cinquantaduenne RAZIONALE Saverio, attualmente latitante, originario del comune di San Gregorio d’Ippona (VV), definitivamente condannato dalla citata Autorità Giudiziaria per associazione di tipo mafiosa, esponente di spicco della  cosca dei “FIARE’/RAZIONALE”.

L’operazione ha consentito il sequestro di 6 villette a schiera, ubicate nella zona mare del comune di Briatico (VV) – tra le quali un ex casello ferroviario ristrutturato – e di 2 autovetture, per un valore complessivo di circa un milione e mezzo di euro.

Le impegnative investigazioni condotte dal Centro Operativo della D.I.A., hanno dimostrato la netta sproporzione tra i redditi dichiarati al Fisco dal RAZIONALE e le proprietà a lui riconducibili, sia in maniera diretta sia indiretta.

La cosca “FIARE’/RAZIONALE”, a partire dagli anni ’80 e sino ai primi del 2000, è stata ritenuta responsabile di numerosissimi  episodi delittuosi nella zona del vibonese, che vanno dall’illecita gestione di pubblici appalti (soprattutto nel settore edilizio), all’usura ed alle estorsioni, compiuti con modalità particolarmente efferate, attraverso azioni di intimidazione e di sangue, che hanno visto quale protagonista il  RAZIONALE, ferito nel 1981 nell’agguato mortale dell’allora capo clan Giuseppe GASPARRO, indagato come  mandante dell’omicidio di Francesco FORTUNA, autore di un precedente episodio delittuoso, avvenuto nel 1988.

A seguito di tali vicende, il RAZIONALE si trasferì nel capoluogo laziale, dandosi alla latitanza nel momento in cui la sentenza di condanna a suo carico diveniva definitiva con la pronuncia della Suprema Corte all’inizio del corrente anno.