Regione Calabria, Nicolò: “Sbagliata la decisione di bloccare l’aumento del vero succo di arancia nell’aranciata”

calabria 1“La decisione della Commissione europea di bloccare l’aumento al 20 per cento del vero succo di arancia nell’aranciata alla vigilia della campagna agrumicola 2013, è un colpo durissimo contro i produttori agrumicoli calabresi ed in particolare della Piana di Gioia Tauro”.
Lo afferma in una dichiarazione il Vicepresidente del Consiglio regionale, Alessandro Nicolò.
“La bocciatura del ‘decreto Balduzzi’ sancita dall’Ufficio giuridico della Commissione europea perché in contrasto con la direttiva comunitaria sulla libera circolazione delle merci – prosegue Alessandro Nicolò – che prevedeva un incremento sostanzioso della frutta nelle aranciate, va contro gli interessi non solo dei consumatori e della salute dei cittadini, ma dimostra il volto matrigno di un’Europa che così com’è cagiona un danno inestimabile e comunque rilevantissimo, all’economia agricola pianigiana che nella produzione delle arance da succo ha il suo fulcro storico e caratterizza la vita di centinaia di piccoli e medi produttori, costretti, adesso a fare i conti con una remunerazione del loro prodotto assolutamente irrisoria e insufficiente a garantire la redditività dei fondi agricoli. E’ una logica politica aberrante e inaccettabile – sottolinea Nicolò – a cui è necessario opporsi organizzando da subito un tavolo istituzionale affinchè le giuste preoccupazioni dei nostri agricoltori richiamino la dovuta attenzione del Governo e del Parlamento. L’Europa – prosegue Alessandro Nicolò – non può costringere la sua periferia mediterranea a illanguidirsi economicamente e socialmente, né piegarsi alle grandi lobby del settore, che puntano tutto sul risparmio dei costi e su una qualità discutibile del prodotto finito – la classica bottiglia o lattina che vediamo esposte nei grandi centri di distribuzione commerciale – incuranti persino della salute dei cittadini. Le prime stime indicate dalle associazioni agrumicole riferiscono che con l’incremento al 20 per cento di succo d’arancia, vi sarebbe stata una crescita della domanda di oltre due milioni di quintali di arance, una cifra significativa che avrebbe dato respiro e qualche utile prospettiva ai nostri produttori. Al contrario, l’Europa ha scelto di mantenere un sistema di bevande piene di zucchero e pochissima frutta, e quindi, poverissimo di quelle vitamine essenziali alla difesa dell’organismo umano. Una decisione che deve essere contrastata con forza e determinazione”.