Regione Calabria, Magorno: “Il successo di Cangiari ci inorgoglisce”

calabria 1“Il crescente successo di ‘Cangiari’ agli appuntamenti autunnali della Moda internazionale, prima a Milano e adesso a Parigi, ci inorgogliscono e gratificano l’impegno che la Commissione regionale antindrangheta ha orientato nel sostegno a chi vuole intraprendere onestamente e, soprattutto, senza il condizionamento mafioso”.
E’ quanto afferma il presidente dell’organismo, Salvatore Magarò, dopo la grande attenzione ricevuta dal gruppo ‘Cangiari’alla rassegna di Alta Moda parigina in corso nella capitale francese.
“E’ ora di ‘cangiari’! basta ndrangheta’, avevo detto un pomeriggio di tre anni orsono visitando ufficialmente a Milano la prima boutique del Lusso etico, sociale ed ecologico, voluta dal consorzio locrideo ‘Goel’ – afferma Magarò – fondato nel 2003 dal vescovo, mons. Giancarlo Maria Bregantini, e presieduto da Vincenzo Linarello. Una vetrina della Calabria migliore, che non si arrende, capace di sovvertire una situazione, quella della Locride, dominata dalla disperazione per mancanza di lavoro, e, talvolta, dall’indifferenza dei pubblici poteri e dello Stato, attraverso una iniziativa imprenditoriale ad alto valore aggiunto per la qualità del prodotto finito, generato soprattutto da antichi saperi e dalle mani esperte delle ‘magistre’ calabresi. Un progetto di valenza sociale – continua Salvatore Magarò – e non solo imprenditoriale, che può contribuire ad affermare un marcato spartiacque capace di difendere il lavoro onesto e la voglia di fare dall’aggressività mafiosa. ‘Cangiari’ dimostra che si può…cambiare!! Che si può rompere l’isolamento della Calabria dal resto del Paese e dall’Europa, che si possono sconfiggere diffidenze e pregiudizi, che si può creare lavoro di qualità, e qui sono d’accordo con il presidente del ‘Goel’, Vincenzo Linarello, attraverso la responsabilità della libertà delle persone. ‘Cangiari’, con le sue esperienze internazionali – osserva ancora Salvatore Magarò – sta dimostrando di essere una efficace ‘chemioterapia’ alla metastasi mafiosa, un modello di sviluppo fondato dal basso, a partire dai saperi antichi, dalle conoscenze tramandate, dalla memoria che diventa concreta realtà, chiave di uno sviluppo talvolta impensabile, ma che i fatti stanno inverando. E tutto ciò dimostra di quanta energia positiva e caparbietà costruttiva siano capaci i calabresi, leve necessarie per rivoltare in profondità una regione troppo dimenticata ma anche per troppo tempo rannicchiata su se stessa”.