Reggio, tra 80 giorni nasce la “Città Metropolitana”: facciamo chiarezza in un mare di disinformazione

Reggio Città Metropolitana 2La città Metropolitana è un’opportunità non una jattura. La città Metropolitana, per tutti e non solo per Reggio, è un favorevole percorso sociale, economico, ambientale, infrastrutturale: se sfruttata bene.

Non, insomma, cosa da poco. Eppure, nonostante sull’argomento si studi poco o nulla e la macchina di costituzione sia ancora in alto mare, fioccano le imprecisioni e la disinformazione su quello che sarà, dal 2014, la nuova piattaforma normativa dell’Area dello Stretto. Disinformazione che non può passare per corretta informazione. Non può divenire verità.

Reggio Città Metropolitana 1La Città metropolitana di Reggio Calabria, secondo le previsioni dettate dal disegno di legge costituzionale del 26 luglio 2013, vedrà la nascita dei propri organi (Sindaco metropolitano, Consiglio metropolitano e conferenza metropolitana) già il 1° gennaio 2014. Tali organi sino al 1° luglio 2014 avranno solo il potere di scrivere ed approvare lo Statuto; dalla data del 1° luglio entreranno nei pieni poteri sostituendo gli organi provinciali.

Questo è quanto dice l’ultima disposizione normativa. Chi dice diversamente dice il falso.

Reggio Calabria Città MetropolitanaChe la Città metropolitana debba ereditare bilanci in rosso o altre criticità degli enti comunali non appare in nessun disposto normativo: né nel ddl del 26 luglio 2013, né nella precedente legge 135/2012 (spending review), ed andando a ritroso sino alla legge 142/90 che ha introdotto in Italia le Città metropolitane, neanche nelle leggi precedenti.

Non è quello il senso di una realtà metropolitana.

Chi conosce anche per sommi capi la materia, sa bene che la Città metropolitana, per espressa previsione legislativa, sostituisce la Provincia rispettandone addirittura il perimetro.

L’art. 10 comma 1 del disegno di legge del 26 luglio 2013 recita in maniera inequivocabile: “Spettano alla Città metropolitana il patrimonio, il personale e le risorse strumentali della provincia a cui ciascuna Città metropolitana succede a titolo universale in tutti i rapporti attivi e passivi, ivi comprese le entrate provinciali all’atto del subentro alla Provincia”.

Dunque nessun comune si sobbarcherà i passivi di un altro Ente: casomai, ragionando con una visione d’insieme, tutti potranno essere fattore di riscatto e sviluppo di altri Enti.