Reggio: riapre la Casa dei Giovani “Peppe Condello” lievito della speranza

DSC_0026“Fate ripartire il mondo sulla vostra capacità di coinvolgere e siate portatori di speranza”: sono queste le parole che il nostro arcivescovo, mons. Giuseppe Fiorini Morosini, ha affidato ai numerosi giovani e ai tanti adulti presenti nei locali della nuova Casa dei Giovani “Peppe Condello”, una delle strutture gestite dall’associazione Attendiamoci O.n.l.u.s., presieduta da don Valerio Chiovaro. Punto di riferimento per i giovani reggini, attiva dal 2007 nei locali del Viale Amendola e trasferita, per esigenze di ampliamento dei locali dell’Agenzia Nazionale dei beni confiscati, in via Cardinale Portanova, nei locali della ex scuola elementare Eremo, la Casa dei Giovani è un centro di aggregazione giovanile e ha fornito e continua ad offrire occasioni di crescita attraverso progetti, corsi di formazione, percorsi tematici, laboratori e servizi gratuiti, come il supporto scolastico e lo sportello di consulenza medica.

Venerdì 11 ottobre, alle ore 18, è stata inaugurata la nuova sede, come detto, in Via Cardinale Portanova; una grande festa alla presenza del nostro arcivescovo, di alcune autorità cittadine e dei tanti volontari che spendono il proprio tempo al servizio dei giovani.

Allietati dalle note dell’Orchestra giovanile dello Stretto, diretta dal maestro Monorchio, composta da ragazzi che proprio nei locali della Casa dei Giovani si incontrano per suonare insieme e provare i brani da eseguire, il taglio del nastro ha dato l’occasione per presentare le attività che da lunedì prenderanno il via, ascoltare le parole dell’arcivescovo e le testimonianze di quanti operano per i ragazzi della città. Mons. Fiorini Morosini ha invitato educatori e ragazzi a ripartire con coraggio e speranza, scommettendo con impegno, ricchi della storia che è stata, sempre pronti a coinvolgere ed accogliere i ragazzi verso i quali andare incontro. Don Valerio Chiovaro, per spiegare la mission e l’operato diDSC_0027 Attendiamoci, ha fatto affidamento a delle metafore: “Alcune realtà della città sono piccole, un po’ come i nani. Il guaio è se i giganti, anziché aiutare i nani a salire sulle spalle, li calpestano. Un’altra immagine esemplificativa è quella degli elefanti e dei topolini: questi ultimi, piccoli, possono fare paura. Noi speriamo di essere come i topolini per essere coscienza critica ed aiutare i nostri giovani con i fatti per fronteggiare le tante chiacchiere. Ma forse meglio caratterizza ciò che Attendiamoci vuole essere l’immagine del lievito della pasta, capace di fermentare. Il lievito, come un catalizzatore, permette la reazione, non comparendo poi tra gli elementi di reazione”. Ed Attendiamoci fornisce occasioni concrete per una vita piena di senso, da costruire con fatica, determinazione ed impegno quotidiano. Don Valerio ha ricordato Peppe Condello, al quale è intitolata la struttura, un ragazzo attivo in Attendiamoci, scomparso tragicamente cinque anni fa: un motivo di dolore e desolazione, trasformato, nel ricordo della sua disarmante semplicità, in seme di speranza da far germogliare per i giovani della città. Come è stato ricordato da Danilo Gatto e Maria Teresa Pratticò, due ragazzi che si sono formati in Attendiamoci e che prestano il proprio servizio adesso a quanti incontrano nelle strutture associative, è forte il senso di appartenenza  e di famiglia che si vive e numerosi sono anche gli adulti che collaborano con l’associazione, rendendo sempre più possibile questo sogno condiviso.

A questa grande festa hanno preso parte anche il prefetto Vittorio Piscitelli, il commissario prefettizio Giuseppe Castaldo, l’assessore regionale Tilde Minasi e l’avv. Giovanna Cusumano, tutti concordi nel riconoscere il ruolo svolto in questi anni nel territorio reggino dall’associazione Attendiamoci, per la prevenzione del disagio e la promozione delle risorse personali e della formazione globale.

Da lunedì prossimo, come annunciato dalla responsabile della Casa dei Giovani, Letizia Porcino, e dal vicepresidente, Giovanni Mazza, DSC_0066riprenderanno a pieno ritmo le attività. Dal 21 ottobre riprenderà il supporto didattico grazie alla disponibilità di alcuni insegnanti che presteranno gratuitamente la propria opera; riprenderà il progetto “Un medico in famiglia”, grazie ad un protocollo di intesa firmato con l’Ordine dei medici di Reggio Calabria, attraverso i nuovi corsi di formazione di inglese, make up, pittura e disegno, lingua e civiltà latina e cucina dal mondo. Come annunciato da Alfredo Pudano, uno dei soci fondatori, da giovedì 17 ripartiranno gli incontri del cammino formativo rivolto ai ragazzi dai 18 ai 30 anni, incentrato su tematiche quali la responsabilità, la cittadinanza, la speranza e l’impresa della propria vita.

Insomma, è tutto pronto per ripartire: iniziando dalla “ricostruzione” di un edificio, si rinnova l’impegno con i ragazzi della città, per non finire schiacciati dai giganti e far fermentare il lievito della speranza.