Reggio, nota di Demi Arena su Piazza De Nava

Piazza De NavaDi seguito la nota diffusa dell’Assessore regionale alle Attività Produttive Demetrio Arena:

“Il vivace dibattito che si e’ sviluppato riguardo il progetto di ampliamento del Museo mi induce a formulare alcune riflessioni circa l’opportunità di proseguire in un’idea che determina lo stravolgimento dell’assetto di una delle piazze storiche di Reggio.

Oggi intendo porre alcune questioni di metodo: la programmazione dell’opera in una logica tutta esterna alla Citta’; le  modalita’ di “notifica” alla comunita’ cittadina del progetto e dei suoi contenuti, nonche’ l’omessa analisi degli aspetti legati alla gestione complessiva dell’opera.

Ritengo che un progetto che attiene alla valorizzazione del nostro Museo Nazionale avrebbe dovuto essere proposto e presentato in maniera ben diversa, coinvolgendo sin dall’inizio sia gli Enti preposti al rilascio dei pareri previsti dalle leggi e sia – soprattutto in assenza di organi ordinari di rappresentanza democratica – il mondo delle associazioni culturali, professionali e produttive. I processi che attengono agli assetti urbani di Reggio che rivestono un ruolo importante per la crescita della citta’ non possono essere calati dall’alto, ne’ fatti passare sotto silenzio, ma vanno adeguatamente analizzati attraverso la partecipazione ed il confronto delle idee. Nel caso specifico, registro che la comunità cittadina si e’ fatta invece il convincimento che le scelte progettuali operate ed i relativi contenuti siano frutto di decisioni centralistiche, effettuate e portate avanti con mentalità neocolonialista, gestite da ristrette lobby che hanno trovato terreno fertile anche per l’atavica difficoltà della comunità reggina ad interessarsi e a dibattere serenamente dei problemi della città prescindendo dalle appartenenze.

Un aspetto altrettanto grave ed inquietante riguarda l’atteggiamento tenuto da coloro che hanno gestito la vicenda nei confronti delle associazioni culturali e di categoria reggine. Ritengo inaccettabile la supponenza con cui le serie, ponderate e documentate argomentazioni ed eccezioni sollevate sulle scelte progettuali siano state banalizzate e bollate come approcci approssimativi e velleitari, frutto di una mentalità provinciale e retrograda, poco aperta alla modernità e al cambiamento.

Questo modus agendi dovrebbe far riflettere sull’esperienza negativa che purtroppo ha vissuto ( anzi sta ancora vivendo) la nostra comunità nell’interminabile fase di  ristrutturazione ed ammodernamento del Museo Nazionale, opera gestita esclusivamente dalla Sovritendenza.

Tutti noi ricordiamo bene che la ristrutturazione del museo rientrava tra le opere da realizzare per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, ma è stata l’unica a non essere stata completata! Ricordiamo bene che il costo di realizzazione è lievitato dai 18 milioni di euro previsti a 34 milioni!! Ma, cosa forse ancor più grave, constatiamo che ancor oggi non si ha certezza di quando tale opera sarà completata. Certamente se tale opera fosse stata cosî gestita da una Amministrazione locale, della vicenda se ne sarebbe discusso nelle Aule giudiziarie.

Nella  mia qualità di Assessore Regionale alle Attività Produttive  devo assolutamente rilevare come tali ritardi abbiano causato e stiano causando un forte disagio all’economia cittadina, che dalla valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale e paesaggistico dovrebbe trarne un significativo impulso.

Nel nostro Paese,  nella drammatica contingenza economica, il settore Turismo è stato l’unico a non dare segnali di sofferenza. Ebbene per la nostra città non cogliere questo trend potrebbe avere effetti nefasti. La chiusura del Museo, per un così lungo periodo, ha fortemente compromesso e a volte inficiato l’impegno del Governo Regionale, rivolto ad attrarre flussi turistici nella nostra Regione e sulla nostra città.

Un esempio concreto: a fine mese avremo l’opportunità di ospitare nel nostro porto una nave da crociera con 1.500 passeggeri. Questa opportunità è figlia del progetto intrapreso lo scorso anno dall’Amministrazione Comunale in sinergia con gli imprenditori del settore che, per la prima volta, ha consentito di fare attraccare a Reggio una nave da crociera. Mi duole ma in questo lasso di tempo avrebbero potuto attraccare tante altre navi considerato che col governatore Scopelliti abbiamo riscontrato il gradimento delle Compagnie di navigazione verso la nostra cittá a condizione che sia fruibile il nostro straordinario patrimonio culturale, a cominciare dai Bronzi di Riace.

La priorità è aprire al più presto il Museo, senza ulteriori intralci burocratici, renderlo adeguatamente fruibile alla cittadinanza e ai turisti. Ora basta! Non possiamo aspettare ancora, né consentire che siano avviati processi incontrollabili nella gestione di una risorsa così strategica, lasciando all’arbitrio di forze estranee agli interessi di Reggio appalti dagli esiti imprevedibili, con costi che lievitano in modo esponenziale in corso d’opera e con cantieri che impattano pesantemente sulla citta’”.