‘Reggio non tace’ un anno dopo lo scioglimento del comune: “delusi dai commissari”

02

Esattamente un anno fa, il 9 ottobre 2012, veniva sciolto il Comune di Reggio Calabria. 365 giorni dopo l’arrivo dei commissari a Palazzo San Giorgio, il movimento “ReggioNonTace” ha incontrato la stampa nella Sala “Arrupe” della Chiesa degli Ottimati. Sono intervenuti Giuseppe AngeloneFrancesco PerrelliSalvatore Miceli i quali hanno ribadito la giustezza del provvedimento dell’ex ministro Cancellieri, aggiungendo poi però di essere delusi dai commissari. Angelone ha spiegato in apertura come “ci teniamo a ribadire che non si deve confondere la causa con l’effetto, la ferita è stata inferta alla città di Reggio da coloro che l’hanno così malamente amministrata da provocarne lo scioglimento. Non si possono cambiare le carte in tavola, Reggio è in queste situazioni perchè prima dello scioglimento è stata mal governata. Speriamo che il commissariamento segni una svolta rispetto a prima, che però purtroppo ancora non ha segnato. Abbiamo sempre ritenuto che fosse un male necessario per svoltare, ma la svolta non c’è ancora stata“.
01Non vorremmo – conclude Angelone - che finito lo scioglimento ci trovassimo amministrati dagli stessi che hanno provocato lo scioglimento, o da altri ma nella stessa maniera. Faremo di tutto per ripristinare la legalità violata e gettare le basi per un’amministrazione sana, nell’esclusivo interesse dei cittadini”.

Ha preso poi la parola Francesco Perrelli, che ha ribadito: “la legge sullo scioglimento dei comuni, più volte messa in discussione dopo il provvedimento su Reggio, è invece a nostro avviso una legge importante che nasce sul sangue di martiri, vere e proprie icone e punti di legalità. Il Comune di Reggio è un comune come tutti gli altri, e se c’erano le condizioni per scioglierlo significa che è stato giusto scioglierlo, un provvedimento su cui non si può discutere. Solo le infiltrazioni della ‘ndrangheta sulla Multiservizi giustificano una scelta del genere. Idem per la Leonia. Auspicavamo che i commissari potessero cambiare le cose. Invece quello che hanno fatto fin qui non è stato sufficiente ad un vero cambiamento”. 

E intanto il tempo passa: senza “cambiamento“, senza alcuna “svolta“, chi ci rimette è la città che da esattamente un anno è priva dei suoi rappresentanti democratici e Palazzo San Giorgio continuerà ad essere governato dai commissari prefettizi spediti da Roma per almeno altri 6 mesi (che potrebbero diventare 12 in base alla decisione o meno del Ministero di prorogare il commissariamento fino al prossimo ottobre).