Reggio, Morabito: “per Piazza De Nava si faccia il referendum”

Movimento Cittadinanaza MediterraneaE’ con profondo rammarico che mi vedo costretto a tornare su una questione che, da presidente di un Movimento culturale (MCM) ma, ancor di più da cittadino, mi sta molto a cuore: il progetto relativo a Piazza De Nava.

Non pensavamo proprio di dover ancora discutere dell’argomento che, essendo stato affrontato da più parti, tutte convergenti verso la medesima direzione, avrebbe dovuto portare ad una risoluzione celere e decisa, ed invece è stato pubblicato il bando di gara per assegnare lo svolgimento dei lavori sulla storica Piazza reggina.

In quest’ottica è con forza che chiediamo di dar voce ai cittadini, a coloro che la città la vivono giorno per giorno, attraverso l’indizione del referendum al quale hanno diritto, in quanto nelle ultime ore è stata depositata la petizione. E’ questo l’appello che il Movimento cittadinanza Mediterranea fa ai Commissari che amministrano la nostra città.

Un tristemente famoso progetto del quale l’intera città era allo scuro prima dell’aprile 2013, che prevede la “risistemazione” di una storica piazza, tra più importanti e più frequentate della città, ma che più realisticamente rischia di deturpare il centro storico e nevralgico di Reggio a tempo indeterminato. Ebbene, questo progetto purtroppo rischia di essere concretamente avviato. Un pericolo che si concretizza sempre più alla luce del parere favorevole della Commissione straordinaria di Palazzo San Giorgio la quale, probabilmente, non era neanche legittimata ad esprimersi, in quanto il progetto stesso rappresenterebbe un’opera di straordinaria amministrazione, dunque al di fuori dell’ambito di competenze della “Triade”.

Ecco, dunque, che torniamo a dar manforte alla quasi totalità di associazioni culturali e movimenti territoriali che ogni giorno si impegnano per scongiurare l’eventualità della deturpazione di Piazza De Nava. Non torneremo a fare l’elenco delle innumerevoli e fondate motivazioni per le quali è auspicabile un’immediata inversione di marcia sulla realizzazione dell’idea di Di Battista ma vogliamo comunque porre l’accento sulla sua pericolosità.

Un progetto di difficilissima realizzazione che rischia di entrare nell’elenco delle grandi incompiute delle quali il meridione è già sin troppo pieno.

Inoltre, su tutta la zona contigua al Palazzo Piacentini – come ci spiega l’illustre storico reggino Prof. Arillotta – è posto, oltre che un vincolo paesaggistico e monumentale, anche un vincolo archeologico. Tutt’attorno, infatti, si estende, per oltre due ettari, una necropoli di epoca ellenistica (IV- I sec. a.C.) accertata, con restituzioni di reperti di grande importanza per la storia di Reggio Calabria. Una legge del 1939 prevede il divieto di scavo con mezzi meccanici nelle aree archeologiche vincolate. I lavori andrebbero, quindi, avanti molto lentamente e con continue interruzioni, dilatando i tempi di realizzazione, ammesso che a questa si giunga.

In più vogliamo proporre un’idea che rappresenti un’alternativa rispetto all’attuale sistema di gestione in considerazione del fatto che Reggio Calabria è stata riconosciuta per legge Città Metropolitana: la creazione di un grande polo archeologico che veda come cardine il Museo Nazionale della Magna Grecia, i Bronzi di Riace e tutte le ricche testimonianze del nostro glorioso passato, dando vita ad un circuito al servizio dello sviluppo della Calabria, creando un forte polo artistico metropolitano, dei beni culturali e dello spettacolo. Nella proiezione di Città Metropolitana la gestione di questa stessa del museo non solo ne migliorerebbe l’efficienza, ma aprirebbe, in tutte le città metropolitane d’Italia, la possibilità di ridisegnare i sistemi museali cittadini. Le soprintendenze, liberate da impegni gestionali, potrebbero esercitare meglio la preziosa funzione di tutela del patrimonio.