Reggio, il Pd “apre” la campagna elettorale. Cuzzocrea scende in campo e “sfida” Scopelliti

photo(1)Sono due le notizie che appaiono evidenti agli analisti politici (non a quelli degni di menzione nazionale, ma a quelli che umilmente “studiano” la politica reggina agendo sul territorio) dopo quanto accaduto ieri.

La prima è che il Partito Democratico ha voluto anticipare i tempi e giocare a carte scoperte, aprendo “ufficiosamente” la campagna elettorale per le prossime elezioni comunali. Lo ha fatto partendo da piazza Italia (sulla partecipazione del pubblico però, è meglio “congelare” i giudizi fino a domani), lì davanti a quel portone che da dodici mesi ha messo “al bando la politica” e che tra poco tornerà ad ospitare i rappresentanti del popolo.

photoI democratici in piazza” per due giorni (stasera dalle 17 e 30 si parlerà di “infrastrutture e città turistica”) hanno deciso di allargarsi al contributo della società civile, ospitando ieri tra gli altri, il Portavoce del Terzo Settore Luciano Squillaci (che in molti danno in corsa per il prossimo consiglio comunale proprio nelle file dei “democratici”) e il numero uno di Confindustria Andrea Cuzzocrea. Ed è questa la seconda notizia evidente: Cuzzocrea è sceso in campo. Ufficialmente.

Da mesi alcuni esponenti del Pd lavorano per unire tutte le diverse e numerose anime del partito sotto il suo nome. Ieri, nonostante fosse a piazza Italia quale presidente degli Industriali reggini, nei fatti Cuzzocrea ha lasciato intendere di essere pronto a scontrarsi contro il centrodestra.

Lo ha dimostrato in due modi.

Il primo legato alla manifestazione dei democratici. Cuzzocrea ha “menato forte” sulle gestioni passate. Ha “picchiato duro” sul Decreto Reggio. Di più, ha attaccato la Regione Calabria sull’attuale utilizzo dei fondi comunitari. E ancora, lo ha fatto in un altro modo.  Attraverso una nota stampa diramata ai mass media nel primo pomeriggio di ieri, Cuzzocrea commentava così l’ ipotesi dei tagli di alcuni voli Alitalia al Tito Minniti. «Ancora una volta la politica reggina dimostra di non andare oltre il consueto teatrino di dichiarazioni stereotipate mentre l’aeroporto dello Stretto muore». Così Cuzzocrea plasticamente abbatte ogni barriera istituzionale, dimentica l’equilibrio e con la sua “dichiarazione di guerra” (politica) a Scopelliti annuncia – o meglio lascia intendere – che sarà della sfida, che è pronto a duellare con il centrodestra.

A questo punto, però, la patata bollente passa nelle mani del Pd e dei suoi esponenti. Ed è parecchio calda. Ustionante quasi. Alcuni volti storici dei democratici, magari portatori di migliaia di voti per la causa – sempre e comunque – saranno disponibili ad un passo indietro, rinunciando alle primarie e supportando la candidatura di Cuzzocrea?

E se proprio nel Pd, invece, si aprisse una nuova crepa capace di dividere ulteriormente il partito reggino condizionandone le scelte e i risultati di maggio?