Reggio: Confindustria e sindacati lavorano a una piattaforma programmatica per il futuro del territorio

fotoDalla questione trasporti all’area metropolitana dello Stretto, dalla legalità all’emergenza occupazionale che riguarda le Omeca, dal Decreto Reggio al turismo alla gestione dei fondi comunitari. Confindustria e i sindacati confederali della provincia di Reggio Calabria hanno avviato questa mattina una discussione sui temi più urgenti e spinosi dell’agenda sociale e politica del nostro territorio.
Al vertice hanno preso parte il presidente degli Industriali reggini, Andrea Cuzzocrea; i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil di Reggio Calabria, Mimma Pacifici, Domenico Serranò e Pino Zito; il segretario generale della Filt-Cgil Calabria Nino Costantino; il coordinatore regionale della Uilm-Uil Santo Biondo; e il segretario della Fiom-Cgil della Piana di Gioia Tauro, Pasquale Marino.

Un’approfondita e proficua riunione, quella che si è tenuta nella sede di Via del Torrione tra le organizzazioni dei lavoratori e l’associazione degli industriali, che hanno condiviso una serie di punti programmatici per il rilancio dell’economia della provincia.
Il confronto è partito dalla comune visione delle parti sociali sulla situazione in atto nel Reggino, dove la congiuntura che colpisce il sistema Paese e l’economia mondiale è aggravata dalle pesanti criticità locali in ambito politico e sociale.
L’analisi dello scenario complessivo e, soprattutto, l’indicazione delle priorità per il futuro – non solo quello immediato – sono contenute in un documento delle organizzazioni sindacali che Confindustria Reggio Calabria ha condiviso. Si tratta di un lavoro articolato, aperto ai contributi delle altre associazioni di categoria, che ha l’ambizione di divenire in prospettiva una vera e propria “piattaforma programmatica” verso cui orientare l’azione dei decisori pubblici, fino a oggi incapaci di dare risposte concrete alle numerose vertenze che hanno indebolito il tessuto produttivo locale.
In un contesto storicamente caratterizzato dalla presenza del terziario – è stato osservato nel corso della riunione – la crisi ha spazzato via una parte rilevante dell’economia sana e, di fatto, creato una condizione di dipendenza dagli ammortizzatori sociali, peraltro sempre più a rischio a causa delle difficoltà finanziarie del settore pubblico. Emblematica – è stato evidenziato da Confindustria e sindacati – è la vertenza Ansaldo Breda, che potrebbe portare a conseguenze molto pesanti sul piano occupazionale, soprattutto se il destino dello stabilimento di Torre Lupo dovesse essere separato da quello delle analoghe industrie di Napoli e Pistoia.

L’incontro tra sindacati e industriali ha toccato anche il tema della futura Città metropolitana, con l’esigenza di approfondire i prossimi assetti amministrativi del territorio nonché i rapporti con la sponda siciliana dell’area dello Stretto; l’autentica emergenza legata ai trasporti e il rischio dell’isolamento di un territorio dotato, potenzialmente, di buone infrastrutture; l’esigenza di rilanciare l’edilizia attraverso la cantierizzazione delle opere del Decreto Reggio, nonché la necessità di cambiare passo nella fondamentale partita dei fondi strutturali europei.
Al vertice odierno seguiranno nuovi incontri per rafforzare il “fronte unitario” delle parti sociali che, in un momento di profonda crisi non solo economica ma anche di rappresentanza politica e democratica, intende restituire al tessuto sociale della provincia di Reggio Calabria un necessario punto di riferimento nella difficile battaglia per lo sviluppo del territorio e per la legalità.