Reggio, clamorose rivelazioni sulla relazione dello scioglimento: Danile Romeo (PDL) chiede chiarezza

daniele romeoIl tempo è galantuomo …così dicevano i nostri padri!

A distanza di un anno dallo scioglimento, mi viene spontaneo chiedere su quali basi il Ministero abbia deciso il commissariamento del Comune di Reggio Calabria. Lo chiedo senza alcun tono polemico ma per innescare una riflessione ormai improcrastinabile e che deve portare ad un’analisi complessiva e asettica dei fatti”.

Lo ha affermato, in una nota, il Coordinatore del Pdl Grande Città, Daniele Romeo.

“E’ di ieri la notizia – confermata dall’Amministrazione Comunale – secondo cui la Prefettura ha dichiarato pulite e dunque non mafiose, le cooperative e le associazioni inserite nella relazione finale prodotta dagli ispettori inviati dal Ministero. Una relazione – prosegue Romeo –  che, oggi più che mai, continua a manifestarsi fallace, inesatta e dove gli errori soppiantano nei fatti le accuse mosse: quanto da noi sostenuto all’indomani dello scioglimento sta emergendo pezzo dopo pezzo. La vicenda relativa alle cooperative sociali ingiustamente e offensivamente etichettate come mafiose nella relazione è solo l’ultimo tassello di un puzzle che si ricompone lentamente, ma in maniera chiara ed inequivocabile.

Ad un anno dallo scioglimento, ad esempio, sulle società partecipate la Commissione Straordinaria ha nei fatti intrapreso la stessa strada seguita dall’amministrazione Arena ed i tempi di attuazione delle decisioni appaiono superiori a quelli contestati alla nostra Giunta. Per non parlare, poi, del Bene Confiscato, su cui si è costruito un esempio simbolico della presunta mala gestione dell’Amministrazione sciolta, quando la stessa Avvocatura Generale dello Stato ha riconosciuto che si è trattato di un banale errore. E mentre Arena, in un solo anno, ne consegnò tre ad associazioni, Tribunale e Parrocchie, ad oggi, dopo lo scioglimento, quanti bene confiscati sono stati riconsegnati alla città di Reggio ?

E ancora – aggiunge Daniele Romeo –  leggiamo di un possibile sgombero degli operatori agroalimentari di Mortara: una scelta arrivata dopo un anno di nulla e verso la quale nutriamo fortissimi dubbi in termini di ripercussioni economiche e sociali. Ricordo che anche il centro di Mortara è stato uno degli addebiti su cui si è fondato lo scioglimento.

Così come determinanti erano stati gli appalti sotto soglia, che però oggi proseguono senza articoloni sulla stampa e comunicati logorroici di quei politici che, ottenuto lo scioglimento, hanno finito di occuparsi della città.  E se alcune ditte inserite nella relazione ancora oggi lavorano per la Prefettura e il Tribunale, – sintomo evidente della loro limpidità  e non mafiosità –  così come i dipendenti ingiustamente citati proseguono a svolgere il proprio ruolo (in alcuni casi anche apicale) all’interno dell’Amministrazione comunale, oggi anche per le cooperative sociali è stata ristabilita la verità.

Alla luce di quanto è emerso nel corso dell’ultimo anno – conclude Daniele Romeo – , con la serenità che solo il tempo può dare, non possiamo non prendere atto che la Relazione della Commissione d’Accesso, considerata Atto di Alta Amministrazione, si è rivelata totalmente infondata in tutte le sue parti e, soprattutto, fuorviante, tanto da determinare un effetto domino sui provvedimenti successivi adottati dal Prefetto, dal Ministro Cancellieri e dal Presidente della Repubblica e, per ultimo, dal Tribunale che, elevando a verità assoluta detta Relazione, ha dichiarato l’incandidabilità degli Amministratori.