Reggio, “caso” Parco Caserta: la lettera aperta della “Paideia”

paideiaDi seguito pubblichiamo integralmente la lettera aperta diffusa dalla Paideia, squadra di nuoto reggina:
A chi si può rivolgere un gruppo di ragazzi quando si vede portar via un sogno o una meta da raggiungere? Chi è disposto ad ascoltarli? Fin’ora noi non abbiamo trovato nessuno. Nessuno. Eppure abbiamo ancora una piccola speranza.

Scrivo a nome della mia squadra, per questo non scriverò il mio nome;  io sono la Paideia, noi siamo la Paideia, squadra di nuoto di Reggio Calabria, e abbiamo bisogno di qualcuno che ci ascolti.

Poco più di un mese fa abbiamo appreso dai giornali che il Parco Caserta non avrebbe aperto quest’anno come ci saremmo aspettati, non almeno a settembre come tutti gli anni. Questa notizia ci ha colti di sorpresa proprio mentre iniziavamo a progettare l’allenamento per la nuova stagione sportiva, soprattutto perché in questa brutta storia, ci è stato detto, è coinvolta indirettamente la criminalità organizzata.

Non voglio entrare in merito a questioni strettamente giudiziarie, anche perché non avrei neanche le competenze necessarie, però vorrei riflettere un attimo soltanto sul fatto che non è la prima volta, purtroppo, che si verifica un caso del genere; tuttavia, di solito, si tenta soprattutto di tutelare chi risulta estraneo a queste “infiltrazioni” . Nessuno, credo, avrebbe mai pensato che una struttura come il Parco Caserta, unica in città e dintorni, potesse essere chiusa con tanta facilità e tanta noncuranza nei riguardi di chi vi lavora da anni. A tutta questa gente, noi Paideia compresi, non è stata data alcuna garanzia;  hanno solo chiuso i cancelli, lasciandoci, increduli e impotenti, ad aspettare il verdetto definitivo, continuamente rimandato.

Mi dispiace, anzi Ci dispiace ovviamente per tutte quelle persone che a causa di questa tremenda situazione hanno perso il lavoro, tutti gli istruttori che incontravamo ogni giorno in palestra e in piscina; ma soprattutto ci dispiace per noi, ci dispiace, anzi ci fa rabbia dover rinunciare ai nostri sogni e ai nostri obiettivi per colpa di qualcosa o di qualcuno che non conosciamo neanche e che  ha scombussolato la nostra quotidianità.

Siamo amareggiati e disorientati. Esagero? No, certo che no e proverò anche  a spiegare perché.

La piscina per noi è come una seconda casa! Trascorriamo più tempo in acqua che sul divano davanti alla tv! La nostra mente e il nostro corpo sono stati ormai forgiati da anni e anni di allenamento! Non potremmo mai dimenticare, neanche per un minuto che noi siamo Atleti, anche se “piccoli”.

Questo sport, come ogni sport, ci insegna a vivere nel rispetto e nella disciplina, ci insegna che a volte è necessario fare dei sacrifici se si vogliono ottenere risultati sempre migliori, ci insegna che è sempre possibile migliorare se stessi e raggiungere mete insperate, ci insegna ad avere stima di chi vince e rispetto per chi perde perché ogni gara è una storia a sé e tutto può cambiare in quella successiva, ci insegna ad avere il controllo sul nostro corpo e sulla sua forza e soprattutto ci insegna a non mollare mai, a batterci sempre, perché ogni competizione è aperta fino all’ultimo centesimo di secondo, fino all’ultimo metro di vasca!

Siamo cresciuti così, con la pelle che odora di cloro, con il borsone sempre pronto per un nuovo allenamento e con i segni degli occhialini sul viso.  Siamo quelli che magari rinunciano a una passeggiata o una serata al cinema per allenarsi, quelli che per non saltare l’allenamento studiano fino a notte fonda, quelli che si emozionano quando in tv mandano in onda le gare di nuoto invece del solito calcio. Perché dovremmo essere costretti a rinunciare a tutto questo?

Il nuoto ci ha dato tanto! Innanzitutto, e non è cosa da poco, ci ha dato una squadra. Può sembrar  strano, lo so, se si pensa al nuoto come sport individuale. In effetti, sul blocco di partenza non esiste altro che la sfida tra l’Atleta e l’acqua, ma la squadra c’è sempre, anche solo sottintesa. C’è, tra gli scherzi e la fatica, durante  e dopo l’allenamento, in acqua, in palestra, negli spogliatoi, c’è nelle trasferte, c’è alle gare, c’è nel tifo urlato a squarciagola, c’è negli abbracci a fine gara, c’è nelle riunioni con gli allenatori, nei loro rimproveri e nella loro soddisfazione, c’è nel cuore di ognuno di noi componenti, perché in realtà siamo prima di tutto Amici.

In secondo luogo, il nuoto è stato nostro Maestro e ci ha regalato, inoltre, esperienze ed emozioni  incredibili!  Ci ha dato la possibilità di superare le nostre insicurezze, ci ha permesso di metterci alla prova costantemente, ci ha dato la straordinaria opportunità di incontrare i più grandi nuotatori italiani e gareggiare con loro.

Ci sembra assurdo, allora, dover ammettere che tutto questo sia ormai un capitolo chiuso della nostra vita, chiuso da altri, tra l’altro, perché non siamo stati noi a scegliere. Cosa possiamo fare? Quanti altri sacrifici dovremo ancora sopportare per poter avere un posto adeguato per allenarci?

Siamo la prima squadra della città! Abbiamo all’attivo numerosissimi record regionali, molti imbattuti da anni, e alcuni di noi sono riusciti più volte ad arrivare alle competizioni nazionali. Eppure in questa città non c’è spazio per noi! Continuiamo ad allenarci come possiamo, senza sapere se e quando il Parco Caserta potrà riaprire, senza sapere se riusciremo a trovare una piscina in grado di accoglierci tutti e darci la possibilità di allenarci tutti insieme, quaranta ragazzi, senza costringerci a separarci o ad abbandonare questo sport.

Il nostro è un grido di aiuto, un appello a chiunque abbia avuto il tempo e la voglia di leggere questa lettera fino in fondo. Non lasciamo che tutto ci passi attraverso come se fossimo dei fantasmi! Reagiamo! Dobbiamo reagire insieme, lottare per le cose in cui crediamo e cercare di salvare ciò che amiamo.

Noi ormai abbiamo perso la stagione invernale, ma nutriamo ancora qualche speranza per quella estiva, per questo continuiamo ad allenarci con la stessa determinazione di sempre. Ci auguriamo con tutto il cuore che i nostri sacrifici e il nostro impegno non saranno vani. Non ci arrendiamo, non possiamo perché siamo ragazzi e i ragazzi non devono farsi strappare le ali dalla triste realtà. Noi continueremo a far volare i nostri sogni e le nostre ambizioni, continueremo a perseverare, a cercare di realizzare i nostri progetti e i nostri obiettivi; ma non possiamo farlo da soli.

Come accade alle gare, anche in questo caso abbiamo bisogno di supporto. Come, infatti non possiamo vincere alcuna sfida senza il sostegno degli allenatori, dei compagni o del tifo in tribuna, non possiamo vincere adesso senza una Grande Squadra e questa squadra siete tutti voi, voi che state leggendo.

Noi abbiamo bisogno di qualcuno che si interessi, che ci ascolti, che non rimanga indifferente a quello che sta accadendo. Questa città piano piano si sta spegnendo, il nostro è solo un caso fra tanti. Iniziamo da qui , allora, iniziamo a interessarci alle piccole cose e  al buono che c’è intorno a noi.

Tentiamo di salvare almeno quello!