Reggio, cardiochirurgia “privata”: lo decise la Giunta Loiero. Ecco le carte

cardiochirurgiaSull’attivazione del reparto di Cardiochirurgia presso gli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria si sono sprecati negli anni, soldi, promesse (da marinaio), inciuci, battaglie campanilistiche, scontri verbali durissimi. Oggi qualcosa di diverso si respira nell’aria: l’Azienda Sanitaria Provinciale, su input della Giunta Regionale, ha pubblicato il bando per la gestione del CentroCuore (cardiochirurgia, cardiologia e cardiologia interventistica). Bando al quale circa dieci aziende sembra abbiano partecipato. Eppure su Reggio e sull’attivazione di un reparto fondamentale per la salute dei cittadini, si è scatenato un parapiglia infernale.

Dapprima inconsistenti stilettate campanilistiche da chi pensava che con l’apertura del Centro Cuore a Reggio, Catanzaro venisse privata dei suoi reparti. Poi “l’assurda polemica” si è spostata, come sempre, proprio nella città della Fata Morgana. E se i “grillini” urlavano a gran voce l’inutilità della cardiochirurgia perché Reggio era già fornita da Messina  (non ditelo ai parenti degli infartuati morti proprio per aver dovuto trasportare il proprio caro in Sicilia ed aver perso quel lasso di tempo prezioso) Partito Democratico e sinistra radicale hanno gridato allo scandalo: “No alla privatizzazione di Cardiochirurgia, deve essere pubblica!”.

Addirittura qualcuno ha lanciato anche una petizione popolare “Cardiochirurgia Si, privatizzazione No” che al momento ha raccolto 380 firme, e se è vero – anzi è sacrosanto -che “Non si può speculare sulla salute e sulla malattia” e altrettanto vero che su questa vicenda urge fare maggiore chiarezza, magari proprio per superare definitivamente le polemiche ed aprire un reparto che rappresenterebbe un fiore all’occhiello della sanità reggina. Un reparto per il quale sono stati già spesi 18 milioni di euro. Mica bruscolini.

L’affidamento ai privati della cardiochirurgia lo decise la Giunta regionale di centrosinistra guidata dall’ex Presidente Agazio Loiero. Lo dicono le carte, non “il passaparola”. E allora vediamole queste carte.

loieroCon la delibera del 5 Ottobre 2006 la giunta regionale – presenti e votanti anche tre assessori reggini, Demetrio Naccari Carlizzi, Michelangelo Tripodi e Pasquale Tripodi – decise di “approvare l’atto aziendale dell’Azienda Ospedaliera Bianchi Melacrino Morelli di Reggio Calabria con le dovute prescrizioni, tra le quali l’individuazione delle modalità gestionali (gestione diretta o sperimentazione gestionale). L’atto aziendale, firmato dal Diretto Generale, ing. Leone Pangallo, giunge un mese dopo e testualmente esplicita: “l’azienda nella realizzazione del progetto si propone un obiettivo prioritario attraverso l’elaborazione di una proposta di sperimentazione generale….(..)La proposta di sperimentazione gestionale – continua quell’atto del 2006 –  prevede la collaborazione tra settore pubblico e privato, compreso strutture universitarie e di ricerca, per ottimizzare risorse umane, finanziare e modelli gestionali con la costituzione, attraverso procedure di evidenza pubblica, di una società mista in grado di gestire il Centro Cuore”.

Il 23 Gennaio 2007, quindi, la Giunta Regionale  – sempre presenti e votanti Naccari, e i due Tripodi – con altra delibera ratifica l’atto aziendale targato Pangallo; tre mesi dopo è sempre il Direttore generale dell’Azienda Ospedaliera che con la delibera  numero 235 “approvazione progetto di sperimentazione gestionale per la realizzazione di una piattaforma avanzata nella cura delle patologie cardiovascolari denominata “Centro Cuore” chiude i giochi. Si va verso la gestione privata.

Una delibera prettamente tecnica, quest’ultima in cui sono previsti, tra gli altri, anche i costi di gestione  e realizzazione e gli eventuali ricavi.

A quel punto tutto si ferma, e la Giunta e l’Asp non attivano Cardiochirurgia a Reggio.

Dunque se da una parte sembrano sterili e fuorvianti le polemiche innescate da quella stessa parte politica che non più tardi di sette anni fa programmò e deliberò proprio per la gestione “Mista” del Centro Cuore, dall’altra è indispensabile giungere ad una conclusione univoca: basta inutili discussioni, aprite il reparto prima di subito. Ai cittadini questo interessa.  Ed è anche ormai maturo il momento per superare stantie polemiche e concentrarsi sugli obiettivi primari, che in questo caso è uno e uno solo: garantire la salute dei cittadini.

Volete scommetterci?