A Reggio Calabria la sede del nuovo “Ministero” dell’ONU contro le mafie di tutto il mondo

onuReggio Calabria “Città Metropolitana” non è solo una qualifica formale e un nuovo ente amministrativo ancora incompreso e sottovalutato sia dalla società civile che dalla classe dirigente reggina e calabrese; è anche elemento di attrazione istituzionale non indifferente: da quando la città dello Stretto è diventata una delle 10 “metropoli” del nostro Paese, ha avuto un susseguirsi di riconoscimenti nazionali e internazionali non solo prestigiosi e importanti ma anche con notevoli ricadute positive sul territorio. Prima di tutto l’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla mafia, ente che fa capo al Ministero dell’Interno. Nata nel febbraio 2010 per volere del governo Berlusconi, oggi gestisce oltre 10.000 immobili, circa 4000 beni mobili e più di 1550 aziende: alle sue dipendenze conta 30 unità e ha sede proprio a Reggio Calabria.
Alfano_scopelliti3E’ di ieri, invece, la notizia ancor più importante: un vero e proprio “Ministero” dell’ONU avrà sede a Reggio Calabria e sarà un nuovo organo internazionale delle Nazioni Unite per contrastare le mafie di tutto il mondo. L’annuncio è arrivato da parte del governatore Scopelliti durante l’apertura, alla presenza del ministro Alfano a Palazzo Campanella, del ciclo di conferenze dal titolo “Criminal economies”. “Questo ciclo di conferenze che inizia oggi e si concluderà a dicembre prossimo, è parte di un accordo più vasto con l’organizzazione delle Nazioni Unite, Agenzia contro il crimine organizzato e la droga (UNODC-ONU), per l’istituzione a Reggio Calabria di una “Antenna sulle Economie Criminali” ossia una struttura di analisi e ricerca finalizzata a proporre ai Governi internazionali nuovi strumenti normativi di contrasto alla criminalità organizzata” ha spiegato il Presidente della Regione che ha poi aggiunto: “grazie all’idea sostenuta dalla Regione Calabria, potremo potenziare il contributo italiano per la piena applicazione delle Convenzioni delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale e contro la corruzione. L’obiettivo di queste conferenze è trovare soluzioni per convertire il circolo vizioso dell’economia mafiosa in risorse positive per il territorio, con investimenti in lavoro, infrastrutture e sicurezza sociale. Il progetto è il risultato di un lungo lavoro preparatorio svolto da noi assieme al Direttore Esecutivo di UNODC, Yuri Fedotov, che ha consentito di porre le basi della futura collaborazione tra la Regione Calabria e l’ONU per il contrasto alla ‘ndrangheta, con particolare riferimento alla cooperazione internazionale in materia di gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. È stato confermato il sostegno del Ministero degli Affari Esteri, del Ministero dell’Interno e del Ministero della Giustizia all’iniziativa, a cui va il nostro ringraziamento, sostegno che si inserisce nel più ampio quadro dell’azione svolta dall’Italia per promuovere la piena ed universale applicazione delle Convenzioni delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale (UNTOC) e contro la corruzione (UNCAC). Decisivo anche il ruolo e la collaborazione dell’Agenzia nazionale per i Beni sequestrati e confiscati a cui abbiamo proposto di ospitare la sede del progetto. Reggio, infatti, è sede dell’agenzia dei beni confiscati. L’iniziativa fu fortemente sostenuta dal Governo Berlusconi e dal Ministro Alfano, che più volte fu presente a Reggio Calabria, e si concretizzò in un momento molto delicato per la città. Ricordo che ci furono molte pressioni per destinarla ad un’altra città, ma vincemmo quella battaglia. Fu proprio Roberto Maroni, Ministro dell’Interno dell’epoca, ad inaugurare la struttura. A Reggio, tra l’altro, si tenne una seduta straordinaria del Consiglio dei Ministri. Fu un segnale forte di un Governo che si era caratterizzato per l’aggressione ai beni sequestrati, la cattura dei latitanti più pericolosi e l’invio di nuovi magistrati nei territori a rischio“.

onuScopelliti ha spiegato come “la compresenza sullo stesso territorio delle più importanti Istituzioni Internazionali, quali il Gruppo di Azione Finanziaria Internazionale, l’INTERPOL, l’EUROPOL, Eurojust, la Banca Mondiale ed altre, consentirà alla Calabria di rafforzare la propria visibilità nel panorama internazionale e, al contempo, di contribuire a spezzare lo stereotipo che vede le regioni del sud Italia come aree geografiche totalmente controllate dalle organizzazioni criminali.Ma i risultati positivi non si registreranno solamente sul fronte della legislazione internazionale. La risoluzione delle numerose criticità sui beni sequestrati e confiscati potrà rimettere in moto una parte importante dell’economia calabrese che, in questo momento, è sotto il controllo dell’Autorità Giudiziaria. Soltanto nella provincia di Reggio Calabria, ad esempio, si registra la presenza di beni sequestrati o confiscati per un valore di circa 2.5 Miliardi di Euro: è necessario che questo patrimonio ritorni “in forma pulita” sul territorio e diventi opportunità di lavoro per i nostri giovani, sempre più costretti a lasciare la nostra regione. Accanto al contrasto alle mafie, efficacemente condotto dalla Magistratura e dalle forze dell’ordine, l’istituenda ”Antenna sulle economie criminali”, quindi, si prefigge di proporre e realizzare strumenti operativi per affrontare efficacemente il fenomeno“.
Ma a prescindere dalla straordinaria utilità di questo tipo per tutto il territorio calabrese, la nascita di un simile ente così importante è un riconoscimento internazionale di proporzioni storiche per Reggio Calabria. Mai, infatti, un istituto ONU aveva mai avuto sede a queste latitudini: da Ginevra a New York, da Bonn a Nairobi, da Vienna a Roma, da Torino a Santo Domingo, da Tokyo ad Addis Abeba e ancora Santiago, Beirut, Montreal, Washington, Bangkok, Londra, Parigi e Berna. Anche Reggio Calabria, adesso, entra a far parte dell’elenco delle “capitali” scelte dall’ONU come sede dei suoi istituti.