Reggio, arrestati due uomini per contiguità alla ‘Ndrangheta: i dettagli

imagesOggi, alle ore 06.00 circa, i Carabinieri dei Comandi Provinciali di Reggio Calabria e di Padova hanno tratto in arresto i seguenti soggetti contigui alla ‘ndrangheta nella sua articolazione territoriale denominata cosca “CACCIOLA”, in esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia:

1. CACCIOLA Gregorio, nato a Rosarno (RC) il 28.09.1951, ivi residente;
2. GARRUZZO Michelangelo, nato a Rosarno (RC) il 30.06.1960, domiciliato in Motta di Livenza (TV).

Entrambi sono stati arrestati a seguito di mirata attività investigativa svolta dai Carabinieri, poiché ritenuti responsabili dei reati di estorsione continuata in concorso aggravata dal metodo mafioso.

Le indagini hanno posto in rilievo la figura di Gregorio CACCIOLA che, unitamente a Michelangelo GARRUZZO, ha costretto un imprenditore veneto a restituire somme di denaro precedentemente corrisposte a saldo di un contratto di intermediazione, stipulato in data 9 luglio 2011 tra CACCIOLA Domenico (figlio di Cacciola GREGORIO) e la FederPetroli Italia, per la gestione di un impianto per la distribuzione di carburanti.

In particolare, Gregorio CACCIOLA ha intimato alla vittima il rimborso di tutte le somme versate per l’acquisto di un distributore di benzina, minacciandolo ripetutamente di morte ed approfittando della complicità e del concorso di Michelangelo GARRUZZO, il quale ha contattato ripetutamente la vittima per sollecitargli la restituzione delle somme versate a CACCIOLA, alludendo a questi quale appartenente ad un’importante famiglia mafiosa di Rosarno, disposto ad ucciderlo qualora non avesse saldato il presunto debito.

Le attività investigative hanno consentito alla Direzione Distrettuale Antimafia di constatare la condotta di entrambi gli indagati, contraddistinta da chiare modalità intimidatorie, poste in essere tramite la minaccia dell’intervento di amici e/o conoscenti di origini calabresi ed avvalendosi della caratura criminale della famiglia di provenienza di Gregorio CACCIOLA, tramite il quale è stato prospettato il coinvolgimento di soggetti appartenenti e contigui alla ‘ndrangheta.
Tali condotte, peraltro, hanno evidenziato precise mire espansionistiche della cosca anche nel nord Italia, avendo documentato la piena disponibilità di beni ed esercizi commerciali.

Gregorio CACCIOLA e Michelangelo GARRUZZO, al termine delle incombenze di rito, sono stati tradotti presso le Case Circondariali di Palmi (RC) e Padova.