Reggina, si continua con Atzori ed è giusto così, ma il mister merita di più da ambiente e società…

atzori_foti_regginaGianluca Atzori resta saldamente in sella alla Reggina: quello di Crotone non era un ultimatum, come avevamo già scritto la scorsa settimana, e nonostante la sconfitta di ieri sera il tecnico di Collepardo continuerà a guidare la squadra in vista del match di sabato sera al Granillo contro l’Empoli. Una decisione giusta, a nostro avviso, in quanto non si possono addebitare al mister le responsabilità di un inizio stagione così disastroso. I numeri sono impietosi, ma sul campo è stata tutt’altra storia e solo gli episodi e la sfortuna non hanno consentito a questa squadra di navigare in acque molto più tranquille della graduatoria. Al tecnico possiamo rimproverare la troppa confusione: nel cambiare in continuazione uomini e modulo ricorda il peggior Dionigi, ma ambiente e società non lo aiutano a dare un’identità precisa a questa squadra.
atzoriNelle ultime 7 stagioni, tra A e B, l’unica Reggina bella e vincente è stata quella di Atzori 3 anni fa. Era una squadra con 11 “titolarissimi e altrettante riserve, era una squadra con un’identità precisa, che giocava a memoria e ognuno sapeva bene cosa fare. Se oggi Atzori va in confusione e cambia in continuazione modulo è perchè gli si chiede immediatamente il risultato, e quando il risultato non arriva si prova a cambiare qualcosa. Le ha provate tutte, ma a nostro avviso dovrebbe essere un po’ più fermo sulle proprie idee, sul 3-5-2 o 3-4-2-1 con cui la squadra aveva iniziato bene nelle prime 3 uscite stagionali (Carpi e Crotone in Coppa, Bari in campionato) e con cui ha fatto molto bene anche in campionato contro Novara, Varese e Carpi quando avrebbe meritato 9 punti ma gli episodi sfortunati l’hanno condannata a conquistarne solo uno. Più volte da parte del presidente Foti sono arrivati messaggi che hanno messo il mister sulla graticola. I “ben-informati” di mercato ancora oggi ci parlano di società che si guarda intorno, che cerca alternative, che valuta soluzioni per un post-Atzori che sarebbe quindi del tutto sfiduciato e sarebbe ancora in panchina solo per le limitate risorse economiche della società che non potrebbe permettersi un terzo allenatore sotto contratto. In quali condizioni, quindi, il mister può lavorare accerchiato da un clima simile? Con quale serenità, con quale lucidità, se è consapevole che un risultato negativo potrebbe costargli la panchina? Ipotesi, inoltre, assolutamente folle se consideriamo che questa stessa società ci ha pensato molto bene prima di sostituire Dionigi un anno fa (31 partite) o Breda due stagioni fa (21 partite)…
atzoriE poi c’è l’ambiente… i fischi di sabato scorso al Granillo sono niente in confronto all’opinione pubblica che si percepisce tra i tifosi. Magari non proprio tutti tutti, ma un buon 90% sembra avercela con Atzori, come se tutte le responsabilità fossero sue, come se l’organico amaranto fosse una corazzata da primo posto in classifica. Ribadiamo, e siamo convinti di questo, che la Reggina è una buona squadra e che può raggiungere i playoff, ma può farlo anche perchè ha un buon allenatore che può portare in alto questi ragazzi, quasi tutti giovanissimi alla prima esperienza importante, o elementi che arrivano da stagioni in ombra tra infortuni, squalifiche e panchine. Serve tempo, serve pazienza. Atzori deve poter lavorare con calma e serenità. Nelle ultime 4 stagioni di serie B la Reggina ha cambiato allenatore 5 volte, mai un esonero ha migliorato la situazione precedente eccezion fatta per Pillon pochi mesi fa. L’unica stagione positiva è stata quella dei playoff conquistati proprio da Atzori con un manipolo di ragazzini fino a quel momento sconosciuti, e in gran parte anche oggi svaniti nel nulla tranne qualche isolata eccezione. E pensare che anche in quella stagione fu messo in discussione dopo la sconfitta con il Cittadella… la storia recente non insegna nulla?