Processo ‘Why not’: Loiero e Chiaravalloti assolti definitivamente in Cassazione

loieroIn serata la Cassazione ha assolto dall’accusa di abuso d’ufficio gli ex governatori della Regione Calabria Agazio Loiero (centro/sinistra, in carica dal 2005 al 2010) e Giuseppe Chiaravalloti  (centro/destra, in carica dal 2000 al 2005) nell’ambito del filone principale del processo ‘Why not’. L’indagine nata nel 2006 e condotta dall’allora pm Luigi De Magistris,oggi sindaco di Napoli, porto’ alla caduta del secondo governo di Romano Prodi. In particolare la Sesta sezione penale della Cassazione – discostandosi dalle richieste della Procura che aveva chiesto la conferma del verdetto della Corte di Appello di Catanzaro del 27 gennaio 2012 – ha annullato del tutto la condanna a un anno di reclusione per Loiero (assolto in primo grado) e il suo braccio destro Nicola Durante con la formula totale, cioè “per non aver commesso il fatto“.
ChiaravallotiPer quanto riguarda Chiaravalloti (assolto in primo grado), i supremi giudici hanno annullato senza rinvio la prescrizione pronunciata in appello quando la Procura per lui aveva chiesto la condanna a un anno e sei mesi. Per la Cassazione era “inammissibile” l’appello proposto dal pm contro l’assoluzione di Chiaravalloti. Per quanto riguarda Antonio Saladino, imprenditore ed ex presidente della Compagnia delle opere della Calabria, la Cassazione ha disposto, come anche nei confronti di Giuseppe Lillo, l’annullamento con rinvio della condanna per associazione a delinquere e l’annullamento senza rinvio in relazione ad alcuni capi d’accusa dichiarati estinti per prescrizione. Saladino e Lillo avevano le condanne piu’ pesanti, rispettivamente tre anni e dieci mesi, e due anni. La Cassazione, inoltre, ha assolto Francesco Saladino con la formula “perche’ il fatto non sussiste“, in appello gli erano stati inflitti 4 mesi di reclusione. Per Antonio La Chinia i supremi giudici hanno dichiarato l’annullamento senza rinvio per non aver commesso il fatto in relazione a un capo di imputazione (il numero 6), e hanno rinviato per la rideterminazione della pena in relazione ai capi 3, 7 e 6. Nel resto il suo ricorso e’ stato rigettato, quindi una parte della condanna (pari a un anno e 9 mesi) e’ stata confermata ma e’ da ricalcolare nell’entita’. Con riferimento alla condanna a un anno per Rinaldo Scopelliti, la Cassazione l’ha confermata disponendo solo l’esclusione dal verdetto di primo grado dell’accusa di peculato.

tribunale_giudice_generica3LOIERO: “PER FORTUNA HO AVUTO PAZIENZA” -Oggi la suprema Corte di Cassazione ha posto fine con la piu’ ampia delle formule, ‘annullamento senza rinvio’, ad una vicenda processuale nata anni fa per iniziativa del Pm di Catanzaro Luigi De Magistris denominata ‘Why not’”. Lo afferma, in una dichiarazione, l’ex presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero. ”L’inchiesta in origine – aggiunge – fece molto clamore perche’ furono indagati il Presidente del Consiglio, Romano Prodi, ed il Ministro della Giustizia, entrambi all’epoca in carica. La loro posizione fu successivamente archiviata, ma l’inchiesta assunse un marchio prevalentemente politico. A suo tempo, ritenendomi del tutto estraneo a detta vicenda, chiesi, tramite i miei avvocati, prof. Marcello Gallo e Nicola Cantafora, il rito abbreviato. Ero all’epoca presidente della Regione Calabria e mi procurava difficolta’, sul piano dell’immagine, restare troppo a lungo in attesa di giudizio. Anche perche’ a mio carico erano stati formulati piu’ reati. Davanti al Gip fui assolto con formula ampia e l’accusa, rappresentata da due sostituti procuratori generali, propose appello solamente per il reato d’abuso d’ufficio. Nel processo di secondo grado fui condannato da un collegio, in cui due su tre dei magistrati che mi giudicavano avevano secondo me l’obbligo di astenersi. Cosi hanno scritto nella memoria l’illustrissimo professore Gallo ed il valente avvocato ed amico di vecchia data, Nicola Cantafora, del foro di Catanzaro. Da quella condanna ho riportato danni notevoli”. ”Ho avuto nel corso della mia vita politica – dice ancora Loiero - piu’ di un’inchiesta. Specie nel Sud tutti i presidenti, nessuno escluso, ne hanno subi’to e alcuni di loro sono stati addirittura arrestati. Per quanto mi riguarda, ricordo che piu’ volte sono stato prosciolto su proposta della stessa Procura che mi aveva indagato ed accolta da un giudice o da un collegio terzi. Non ho mai protestato, anche se talvolta in alcune di tali inchieste erano state avviate nei miei confronti indagini in assenza di notizie di reato. Questa volta ho dovuto fare un percorso piu’ lungo: fino in Cassazione. Per fortuna che ho pazienza”.