Patti (Me): inizia il processo a Francesca Picilli, è accusata della morte di Benedetto Vinci

Benedetto Vinci

Benedetto Vinci

È stata fissata per il 17 ottobre a Patti l’udienza preliminare del processo che vede imputata Francesca Picilli, 29 anni, per la morte di Benedetto Vinci, avvenuta il 14 marzo del 2012. La ragazza è accusata di omicidio aggravato da futili motivi. Fatale, secondo quanto ricostruito dal Gup Paolo Onofrio, grazie anche agli esami autoptici effettuati sul corpo del venticinquenne, fu la coltellata che la Picilli inflisse a Vinci nella notte tra il 3 e il 4 marzo 2012.

Tutto iniziò proprio in quella data. La ragazza, allora ventisettenne, colpì Vinci al torace con un coltello a serramanico. Soccorso prima all’ospedale di Sant’Agata di Militello, città dove entrambi risiedevano, e poi trasferito al Civico di Palermo, dopo circa una settimana Benedetto venne dichiarato fuori pericolo e dimesso. Nel mentre la Picilli era in custodia con l’accusa di tentato omicidio, che gli avvocati tentarono di far scontare a lesioni personali. La ragazza aveva fornita una versione sembra poi confermata dal Vinci: si sarebbe trattato di un incidente durante un litigio. La mattina del 14 marzo però il tragico epilogo. I familiari rinvengono Benedetto già morto ai piedi del letto, con il volto tumefatto.

Sarà l’autopsia della dottoressa Francesca Trio, i curi risultati vennero resi pubblici in ottobre, a chiarire le cause del decesso. Un’emorragia toracica intorno al cuore si rivelò fatale per Benedetto. Emorragia causata senza dubbio alcuno, rivelerà l’esame, dalla coltellata subita dieci giorni prima. La stessa autopsia scagionerà i cinque medici palermitani inizialmente indagati, che non si resero quindi responsabili di negligenze nel curare Vinci. Francesca Picilli rimase agli arresti domiciliari fino all’agosto dello scorso anno, per poi essere scarcerata con obbligo di dimora.