Milano, il ginecologo alle pazienti: “Contro l’influenza il brodo di gallina batte i farmaci”

images“Gallina vecchia fa buon brodo”. Tanto buono da possedere “virtù salvifiche” contro le malattie da raffreddamento che intasano naso, gola e trachea. Parola di Augusto Enrico Semprini, ginecologo tra i più noti di Milano, che in vista della stagione influenzale ha scritto alle sue pazienti come gestire e superare al meglio febbre, tosse e raffreddore.

Ecco la ricetta: “Due mezze tazze di brodo caldo al giorno nei tre giorni di passione” in cui il virus sferra il suo attacco, si legge nella e-mail inviata dal medico, “daranno un sollievo immediato con risultati enormemente superiori a quello di qualsiasi altro farmaco così detto antinfluenzale”. Meglio ancora se a finire in pentola è una gallina biologica: “Anche se vi sembra un gioiello” di marca, promette “risultati gustativi” superiori.

La premessa di Semprini è che l’origine dei malesseri da raffreddamento “in 990 casi su 1.000 è virale”, quindi “gli antibiotici non sono di alcun aiuto, non sono attivi sul virus né possono agevolare il recupero. Non solo: usare anti-infiammatori antipiretici può forse dare un transitorio senso di benessere, ma allunga i tempi di guarigione indebolendo il meccanismo con cui l’organismo si difende dalle infezioni”. Inoltre, se è vero che “questi malesseri sono noiosi”, ciò “non giustifica provvedimenti incongrui o preoccupazioni sproporzionate anche quando si sviluppano durante la gravidanza”.

Da qui l”Ode al pollo’. Supportata dalla letteratura internazionale, tiene a precisare il ginecologo: “Il brodo di gallina – spiega Semprini – ha delle specifiche virtù protettive contro le infezioni delle alte vie respiratorie, perché facilita il reclutamento di cellule immunocompetenti nelle mucose infiammate”. E proprio grazie a questi ‘soldati dell’immunità’, l’alimento permette di costruire “un valido vallo di difesa con un costo limitatissimo e senza effetti collaterali”. Affermazione che non nasce solo da “una passione del vostro dottore che ha madre e nonna mantovane e una famiglia paterna di origine romagnola” – e dunque ha il brodo di gallina ‘nel Dna’ – ma che “ha una base scientifica”, assicura il professionista citando un articolo pubblicato nel 2000 sulla rivista ‘Chest’.

Il ginecologo milanese tranquillizza le donne in attesa: “La febbre è benefica anche in gravidanza”, garantisce nella mail. Il rialzo della temperatura corporea è infatti “un meccanismo di difesa dell’organismo, perché al di sopra dei 37,5 gradi centigradi i virus non riescono a replicarsi”.

Ma il virologo Fabrizio Pregliasco concorda ‘a metà’ con le tesi di Semprini sul brodo: “Si tratta di un rimedio molto americano, di buon senso e che ha sicuramente una sua validità”. Ma “anche i giusti medicinali di automedicazione sono utili se usati bene, e cioè per attenuare i sintomi senza alterarli”. E soprattutto: per non piegarsi sotto i colpi del virus “è fondamentale stare a riposo”.

“E’ importante dunque usarli con equilibrio, in modo da sentirsi meglio, ma da permettere anche all’infezione di fare il proprio corso” commenta all’Adnkronos Salute l’esperto dell’università degli Studi di Milano. Quanto al brodo, “fa bene perché è una bevanda calda, ricca di proteine, e contiene vitamine e nutrienti dotati di una certa azione riparatrice del danno infiammatorio causato dall’infezione virale”. Ma, secondo Pregliasco, anche antipiretici e antinfiammatori possono essere utili e in caso di pazienti fragili “va valutata anche l’assunzione di antivirali”.

Sul brodo di gallina trova “pro e contro” anche Sara Farnetti, esperta in nutrizione funzionale. “La tradizione – osserva – ci tramanda dei rimedi, noi dobbiamo prendere quello che di buono questi rimedi ci insegnano per ‘costruire’ il mix più efficace”. Imparare dalla tradizione, per reinterpretarla.

E, a proposito di reinterpretazioni, il ginecologo Semprini consiglia anche come preparare il brodo di gallina. “Quando si vuole produrre un brodo – scrive – la carne deve essere immersa” completa di pelle “nell’acqua fredda e poi portata a sobbollire per circa un’ora e mezza. Per un sapore più gradevole, l’aggiunta di un porro o mezza cipolla eventualmente steccata con chiodi di garofano, una carota, una costa di sedano e due o tre grani di pepe bianco possono completare l’opera, insieme a un po’ di sale da cucina che aiuta l’estrazione dei principi nutritivi della carne di gallina”.

Il risultato è già così “molto nutritivo e altamente digeribile”. Ma se i palati più raffinati lo volessero sgrassare, “basta mettere la pentola sul terrazzo e d’inverno il grasso si rapprende rapidamente”, in modo da poterlo rimuovere o eventualmente conservare “per il prossimo soffritto per il risotto”.