Messina, i 100 giorni della Giunta Accorinti

20131019_121726Si è svolto oggi il tanto atteso incontro fra la giunta Accorinti ed i messinesi, a conclusione dei primi 100 giorni di attività.

Un’anomalia per Messina, non troppo abituata al confronto diretto con i propri politici, almeno fino a poco tempo fa. Questa mattina al Salone delle Bandiere erano numerosi i cittadini che attendevano di confrontarsi con il Sindaco e di ascoltare direttamente dagli assessori l’elenco dei progetti realizzati e di quelli ancora in cantiere.

Prima però di presentarsi di fronte al proprio elettorato e non solo, Accorinti e la sua giunta hanno incontrato i giornalisti; ciascun componente ha esposto le criticità appartenenti al proprio assessorato e le soluzioni fino ad ora poste in essere. Il primo cittadino si è riservato il discorso conclusivo all’incontro che ha solo preceduto quello con i cittadini, nel quale ha espresso, ancora una volta, una grande soddisfazione per la partecipazione riscontrata nei primi 100 giorni di attività.

“Cento giorni come cento passi” ma il percorso è ancora lungo e tortuoso per tutti, come sottolinea Renato Accorinti rivolgendosi ai giornalisti presenti: “Dal primo giorno avevamo detto che la strada sarebbe stata dura anche per voi, che avreste dovuto presenziare a molte conferenze stampa .. Noi siamo abituati a 25 ore al giorno, siamo qua a lavorare con un entusiasmo straordinario, quello che è successo in questa città è un fatto nuovo, è una forma di condivisione con l’intera collettività; se anche la stampa nazionale ed internazionale continua ad interessarsi evidentemente è perché ha capito che il metodo è semplice ed innovativo, forse antico come le montagne, così come diceva Gandhi”.

Ma i riferimenti non finiscono, e quello malcelato riguardo le precedenti amministrazioni si fa largo fra gli argomenti20131019_110539 affrontati: “Stare qui insieme agli otto assessori che ho potuto scegliere liberamente senza nessuna forma di ricatto, come è stato fatto sempre, ha prodotto che si lavori in sintonia, questo non è il cerchio magico come molti lo intendono, con non sottile ironia; siamo abituati ad una semplicità assoluta, qui ci sono professionisti che hanno lasciato lavori economicamente più redditizi per svolgere un’attività per il bene comune. Questa è una scommessa di un cambiamento culturale e spirituale della città.”

“Siamo partiti dalla condizione più difficile al mondo, qui c’è stato di tutto di più, sapete meglio di noi cosa è successo in queste stanze, la gente era frustrata dalla mancanza di fiducia nelle istituzioni, noi siamo partiti da questo e subito dopo abbiamo riscontrato la partecipazione della gente , non è una cosa da poco”.

Poi l’attenzione del primo cittadino si sofferma su quelli che probabilmente sono i temi più cari a questa amministrazione: primo fra tutti l’impegno per la rieducazione dei detenuti del carcere di Messina, seguito dal tema della continuità territoriale con i suoi annessi, Metromare e circolazione dei tir in città, e, infine, la questione dell’Ospedale Margherita e il destino delle strutture, compresa anche la casa dello studente di via Cesare Battisti.

Riguardo il progetto per i detenuti il sindaco afferma: “Il carcere, sembra un luogo cosi lontano da noi, ma io non mi sento migliore di nessuno di loro, se hanno sbagliato devono pagare ma è anche importante il senso della rieducazione di cui parla lo Stato e la compassione che dobbiamo avere per chiunque; non devono pagare una tortura, ma una pena. Aver intrapreso un percorso insieme al direttore del carcere per un reinserimento educativo dei detenuti è una delle cose di questi 100 giorni che mi da più gioia”.

100 giorniRelativamente invece alla tanto discussa continuità territoriale Accorinti si esprime con estrema decisione: “Di recente sono stato al Ministero dei trasporti insieme al sindaco di Villa s. Giovanni, al Commissario di Reggio Calabria, a all’assessore ai trasporti, per parlare di Metromare: vogliamo una riduzione del prezzo dei biglietti per i residenti, più corse. Noi vogliamo alzare il tiro, cosa che la politica non ha mai fatto in questa città; riuniremo il Presidente Crocetta, l’assessore Bartolotta, l’assessore ai trasporti della Calabria, i tre sindaci dell’aria dello Stretto, anche i deputati regionali e il nostro Ministro D’Alia. Per la prima volta tutta la politica siciliana e calabrese metterà sul tavolo la questione della continuità territoriale, che è un nostro diritto fondamentale, mai cercato da tutti, perché così si potranno sbloccare posti di lavoro e lo Stretto diventerà un’unica città. Sto lavorando da una vita, ancora di più adesso che sono il sindaco di questo comune che diventerà parte del popolo dello Stretto. Abbiamo chiesto anche una legge per l’area dello Stretto, così si creerà una città di 500 mila persone anche se con amministrazioni diverse. Lo Stretto diventerà un luogo meraviglioso, abbiamo intenzione di fare un museo del mare e della mitologia a Capo Peloro. Tanta gente sta apportando il proprio contributo, tanti professionisti stanno gratuitamente lavorando a progetti da inviare a Roma. Sui tir ribadiamo: l’invasatura accoglieva solo 12 corse, abbiamo ottenuto che diventassero il massimo, da 32 a 35 corse. Non lo sapremo mai, ma forse abbiamo salvato delle vite. Andiamo a controllare quello che stanno facendo, se stanno lavorando. Questa sarà una vittoria della città .Per il porto ci vorrà più tempo”.

Infine sulla questione dell’ex Ospedale Margherita : “Formalizzeremo fra qualche giorno cose che da 25 anni non si sono mai fatte. Si potrà realizzare anche il secondo palazzo di giustizia, ci sono 18 milioni di euro fermi, sbloccandoli si otterranno due cose importanti: la realizzazione di una cittadella universitaria per la quale si deve ancora discutere con l’Ersu e altri interlocutori, e il Tribunale”.

Incalzato dall’impegno di incontrare anche i cittadini, ha solo avuto il tempo di ricordare il progetto delle piste ciclabili e la sua realizzazione a costi contenutissimi prima di recarsi nel Salone delle Bandiere, dove ha accolto anche le critiche di alcuni dipendenti ATM uno dei quali, probabilmente frustrato dalla mancata corresponsione degli stipendi, ha alzato i toni contribuendo ad aumentare la tensione, fino a quando non è stato allontanato. Subito dopo Accorinti, precisando di voler sentire le ragioni dell’uomo, ovviamente in un clima più disteso, ha ripercorso le tappe del suo operato davanti all’unico pubblico che ha il diritto di esserne informato: i cittadini che da 100 giorni rappresenta.