L’Unione Europea non può più restare sorda alla tragedia dell’immigrazione

mortiÈ comodo sentenziare dalle proprie poltrone su quanto è accaduto e sta accadendo a Lampedusa e non solo. L’immigrazione è un problema reale, presente, attuale. E come mafia, corruzione e sprechi non può, non deve essere ignorato. Noi non lo ignoriamo di certo. Noi italiani per intenderci. Come potremmo d’altronde? Come potremmo rimanere indifferenti a tragedie come quella di oggi, con oltre cento morti accertati (nell’istante in cui vi scriviamo) e più di duecento dispersi?

Un’ecatombe che inorridisce, certo. Ma chi vi scrive è egualmente inorridito dalla sordità che, negli ultimi mesi come del resto negli anni precedenti, l’Unione Europea ha dimostrato nei confronti di questa emergenza. Forse in Germania, Francia, Inghilterra non arrivano immigrati? Non è forse vero che in questi paesi vi è una presenza straniera ben superiore che in Italia? Com’è possibile, ci chiediamo, che il nostro di Paese debba fronteggiare da solo questa tragedia umanitaria. Perché a pattugliare il Mediterraneo, il Canale di Sicilia, al fine non di intercettare, attenzione, ma di trarre in salvo, perché questo fanno i nostri uomini, tanti disperati in fuga da nazioni disastrate e in guerra.

Naufragio Lampedusa: sindaco, fino ad ora 82 mortiTralasciamo le deliranti e aberranti affermazioni di alcuni partiti politici che – perdonateci la triste metafora – ormai con l’acqua alla gola puntano il dito sui nostri governanti, accusandoli della tragedia. Come può l’Italia da sola risolvere il problema? Come possono porvi rimedio un Ministro o un Presidente della Camera? No, qui la questione è ben più grave e pesante. Forse, solleviamo questo atroce dubbio, in Europa non contiamo quanto crediamo. Forse l’Italia effettivamente è una “palla al piede”, al pari della Grecia o di altre nazioni che ormai non contano più economicamente. Che affossano l’Europa.

Perché, dichiarazioni alla mano, è questo che conta dell’Italia in Europa. La stabilità economica, le vicende politiche. I commenti si riferiscono solo a questi aspetti. Quale capo di Stato europeo ha mai detto che “bisogna aiutare l’Italia nell’emergenza immigrati”? Chi si è mai proposto per pattugliare il Mediterraneo o ha mai avanzato un piano per bloccare sul nascere le partenze che avvengono da Libia, Tunisia, Algeria, Egitto? D’altronde noi non abbiamo forse mai chiesto veramente aiuto. Anche noi italiani, per molti versi, siamo stati colpevoli. 

Responsabili di non aver alzato la voce, distratti dai nostri problemi interni che, per quanto importanti, passano in secondo piano quando trecento disgraziati muoiono annegati e bruciati, nel viaggio che avrebbe dovuto dare loro un futuro migliore. Ma quale futuro, potremmo dire. Se già noi italiani disperiamo nel futuro, sempre più nero, sempre più incerto. E così questa gente diventa “un problema”, non “IL problema”. I centri d’accoglienza, i pattugliamenti, sono solo voci della spesa pubblica. Gli immigrati sono numeri: oggi ne sono arrivati cento, ieri duecento…

RAGUSANEWS - 13 MIGRANTI SONO MORTI ANNEGAT NEL RAGUSANOAbbiamo forse perso la nostra umanità? I cittadini no, basti vedere le reazioni dei soccorritori, dei lampedusani stessi. C’è sempre chi rischia, chi si getta in mare senza pensare, cercando istintivamente di salvare più vite possibili. Vite come le nostre. Vite che valgono quanto quelle dei nostri cari. Le istituzioni, italiane ma soprattutto estere, forse l’umanità non ce l’hanno mai avuta. Forse sono dovuti arrivare questi morti, è dovuta accadere questa immane tragedia, per dare una scossa a tutti, tutti quanti. Riuscirà l’Italia a dare il giusto spessore all’immigrazione? E riuscirà l’Unione Europea a tornare a vedere i problemi, reali e attuali, oltre l’economia e la politica? Ci scuserete per la frase fatta, ma ci auguriamo che domani, dalle sterili parole di solidarietà che sicuramente arriveranno dalle altre nazioni, si passi ai fatti. Fatti concreti.