Lettera a StrettoWeb di Tiberio Bentivoglio circa la composizione della nuova commissione antimafia nazionale

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Lettera integrale a StrettoWeb di Tiberio Bentivoglio circa la composizione della nuova commissione antimafia nazionale:

Leggo con molta amarezza gli attacchi e le critiche che da più parti vengono rivolti alla nuova Commissione Antimafia, perché chi come me è vittima del sistema criminale, non può assolutamente accettare le dispute e le controversie che vengono fatte agli stessi membri che la compongono, ancora prima di intraprendere i lavori.
In un certo senso ci sentiamo più offesi dalle conseguenze dei bisticci che in questi giorni accompagnano la Commissione, anziché dai colpi che le mafie ci hanno inferto. In una mia precedente lettera avevo esortato tutte le forze politiche e istituzionali a intraprendere un dialogo costruttivo ed unire le forze di ognuno in base alle proprie competenze e ruoli. Nessuno possiede la bacchetta magica per la risoluzione del problema e a questo proposito mi vengono in mente le parole di Don Ciotti “ se incontrate qualcuno che vi asserisce di avere la soluzione, salutatemelo e cambiate strada “. Credetemi è proprio vero, più volte ho incontrato autorevoli personaggi che negli anni si sono susseguiti, più volte ho ricevuto pacche sulle spalle e niente di più, e tutto questo succede ancora oggi. Le promesse non si sono concretizzate negli anni e continuano ad essere chimere, gli impegni non sono stati mantenuti.
Per tutto questo ancora una volta vi ribadisco che NOI abbiamo bisogno della vostra compattezza e coesione.
Desidero pubblicamente ringraziare il neo Presidente Rosy Bindi, a cui rinnovo il mio augurio, per la disponibilità e il garbo che durante una delle sue visite in Calabria, accogliendo il mio invito, mi ha riservato. Ha voluto conoscermi personalmente, ascoltando per diverse ore la mia lunga storia, ricca di vessazioni e nello stesso tempo ha visitato i locali della mia azienda dove ancora sono evidenti i segni degli attentati subiti. Anche a Lei ho raccontato dei tempi biblici che le mie pratiche stanno subendo, chiedendole perché e come mai, ciò che mi spetta di diritto, non possa avere tempi ragionevoli. Da subito ho riscontrato la sua disponibilità perché prontamente mi ha dato prova del suo interessamento seguendo le vicende negli uffici preposti, e quindi la sua voglia di essere utile e di intervenire affinché noi, vittime di mafia, possiamo davvero sentirci fieri di aver fatto la scelta giusta.
Non è il caso qui, per brevità di spazio, ricordare tutti gli incontri, inutili, che ho avuto con membri della Commissione negli anni scorsi.
Questa nuova Commissione (che annovera al suo interno persone responsabili e con esperienza) ha un compito più arduo dato l’esempio delle precedenti: dimostrare di saper e voler lavorare bene. Diamole la fiducia e il tempo di farlo, consigliando loro però di entrare in contatto diretto con i “malati”, agire proficuamente sulle loro ferite, ascoltare le loro esigenze, capirli e finalmente far trionfare, ma veramente, la giustizia.
Ne beneficerebbe l’intero paese perché darebbe la forza, a chi ancora non è riuscito a trovarla, di combattere davvero la mafia perché rafforzato della presenza fattiva e reale dello Stato, e darebbe la forza anche a noi, che abbiamo già intrapreso questa battaglia di ritrovare la fiducia ormai persa.

Tiberio Bentivoglio