Lampedusa, polemiche sui soccorsi. I pescatori contro la Capitaneria: “La gente bolliva in acqua ma questi pensavano a fare fotografie e video”

lampedusa soccorsi“Non indaghiamo su presunti ritardi nei soccorsi. Non abbiamo riscontri in merito”. E’ quanto afferma il procuratore aggiunto di Agrigento Ignazio Fonzo. In riferimento a una esposto alla Procura militare di Napoli su tali ritardi, annunciato secondo notizie di stampa da un generale dell’aeronautica in congedo, il magistrato dice: “Non ne so nulla e non ci compete”. Le polemiche sui soccorsi nascono anche da alcune dichiarazioni dei pescatori: “La gente bolliva in acqua ma questi pensavano a fare fotografie e video - afferma Vito Fiorino, proprietario di uno dei motopesca che per primo e’ andato a soccorrere i naufraghi - Dovevano pensare a tirare su persone. Noi li facevamo salire quattro alla volta. Solo questo ci interessava e quando la mia barca era piena di migranti e chiedevamo ai finanzieri e alla guardia costiera di prenderli a bordo, dicevano che non era possibile e che dovevano rispettare il protocollo”.

“Erano le 6.30 6.40 quando ho dato l’ordine di chiamare la Guardia costiera, e questi sono arrivati alle 7.30″, afferma ancora Fiorino, che racconta: “Noi ne avevamo presi a bordo 47, alla volta, loro erano troppo lenti. Si poteva fare di piu’ e piu’ rapidamente. Ora vogliono denunciarmi? Sequestrarmi la barca perche abbiamo salvato delle persone? Vengano pure, non vedo l’ora”, conclude Fiorino Vito Fiorino, armatore di un motopesca lampedusano attacca la Guardia costiera e i finanzieri: “La smettano di infangarci.

Noi la gente l’abbiamo salvata. Io 47, un altro peschereccio una ventina e un altro a 15. Si fa presto ad arrivare a 155. Si chiedano gli altri quanti ne hanno salvati. Basta dire che li hanno salvati tutti loro, o che noi facciamo polemica: dicano almeno che li abbiamo salvati insieme e pensino meno ai protocolli”.

Fiorino si scaglia anche contro il sindaco Giusi Nicolini che ha riferito il racconto di alcuni superstiti riguardo tre motopesca che non si sarebbero fermati a soccorrerli:

“Falso.Quei migranti hanno detto quella cosa o gliel’hanno fatta dire? Tutti hanno visto che salvavamo profughi ed e’ provabile. Si pensi a provare le omissioni di altri”. Intanto c’e’ il via libera alla sepoltura delle 111 vittime finora recuperate e composte in un hangar dell’aeroporto. Lo afferma il procuratore aggiunto di Agrigento. Ignazio Fonzo, che ha autorizzato l’inumazione. “Abbiamo dato l’assenso dopo aver concluso gli esami autoptici -spiega- e ora non dipende piu’ da noi, ma dai Comuni che hanno dato la disponbilita’ e dalla prefettura”. Il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini ha gia’ detto che le salme saranno seppellite in Sicilia, considerata la disponibilita’ offerta sda vari Comuni oprattuto dell’Agrigentino e del Paermitano. I pescherecci di Lampedusa rendono omaggio alle vittime.

  Partiti dal molo Favarolo dopo le 9.30, si sono recati sul luogo dove si e’ inabissato il relitto nel quale sono intrappolati circa cento cadaveri. Corone di fiori lanciate in acqua “vogliono esprimere – spiegano i pescatori - che questo e’ anche il nostro dramma e che i migranti non sono per noi degli estranei”.