Lampedusa, oggi arrivano Letta e Barroso

lampedusaAltre 13 vittime del naufragio di Lampedusa, tra le quali 3 donne, sono state estratte del relitto del pescherecchio e sale cosi’ a 287 il totale dei cadaveri finora recuperati. Sono quelli di 9 bambini, 88 donne e 190 uomini. Dal relitto del peschereccio adagiato su un fondale a circa 40 metri di profondita’, i sommozzatori hanno estratto ieri 56 salme, tra le quali quelle di due bambini.
Secondo i testimoni sul peschereccio affondato le persone in totale erano 545: il bilancio totale di questa tragedia e’ dunque inesorabilmente destinato ad alzarsi. Mancano 6 corpi per superare il triste record del naufragio di Natale 1996: a largo di Porto Palo, nel Siracusano morirono circa 280 persone, finora il piu’ grave disastro navale del dopoguerra. Sull’isola oggi arriveranno il presidente della commissione Ue Jose’ Barroso, accompagnato dal premier italiano Enrico Letta e dal suo vice Angelino Alfano. Ai tre alti rappresentanti “chiederemo la riforma del diritto di asilo – ha annunciato il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini – non e’ possibile applicare il diritto di asilo nei confronti di chi viene a chiederlo a nuoto e deve prima diventare naufrago, deve ulteriormente degradare la sua umanita’”. Una “squadra”, composta “dai paesi interessati” e “guidata dall’Europa” per “una gestione comune del fenomeno dell’immigrazione”: la sua “immediata costruzione” e’ il principale risultato concreto ottenuto dall’Italia al Consiglio Ue dei ministri dell’Interno, illustrato al termine della riunione dallo stesso Angelino Alfano: “credo che centreremo l’obiettivo”, ha affermato. “L’Italia – ha riepilogato – ha ottenuto che Frontex cambi registro, che sia piu’ efficace nella sorveglianza della frontiera marittima” ma “soprattutto ha ottenuto il dato di consapevolezza comune che la questione di Lampedusa, della frontiera del Mediterraneo, e’ una questione europea e non puo’ gravare solo sull’Italia”. Intanto la Procura di Agrigento ha fermato Khaaled Ben Salam, 35 anni, gia’ individuato subito dopo il naufragio di Lampedusa come uno degli scafisti del barcone della strage. Le accuse sono di naufragio colposo, omicidio plurimo colposo e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il tunisino e’ stato riconosciuto dai superstiti come il “comandante” o il “white man” che pilotava il peschereccio poi affondato. Assieme a lui sarebbe stato al timone un altro maghrebino, che probabilmente e’ morto nel naufragio. Ben Salem e’ stati condotto nel carcere di contrada Petrusa ad Agrigento. Secondo gli investigatori l’uomo aveva gia’ pilotato un altro barcone di profughi approdato a Lampedusa nell’aprile scorso. In quell’occasione erano giunte sane e salve a terra 250 persone.
Il tunisino era stato identificato come scafista ed era stato rimpatriato. Ad inchiodare Khaled Ben Salem sono state sei testimonianze, quelle di cinque eritrei e di un etiope superstiti della strage. Hanno descritto agli inquirenti l’organizzazione di trafficanti di esseri umani che ha gestito il viaggio. “Siamo partiti il 2 ottobre verso le 3 del mattino insieme a tre miei cugini – ha raccontato uno dei testimoni – dalla costa della citta’ di Misuraca in Libia, a bordo di un peschereccio sul quale erano stipati circa 500 migranti. Io ho viaggiato nella zona intermedia dell’imbarcazione. Per l’organizzazione del viaggio ho contattato un soggetto a nome Abrahm di nazionalita’ sudanese, al quale io ho pagato la somma di 3.400 dollari. L’imbarcazione aveva un capitano, un assistente ed altri soggetti che ogni tanto ho notato che aiutavano nella conduzione dell’imbarcazione”. “Dopo circa 24 ore di navigazione – continua il racconto messo a verbale dalla Procura – abbiamo avvistato le coste di Lampedusa. In quel momento il peschereccio ha iniziato ad imbarcare acqua ed un soggetto, forse il capitano dell’imbarcazione, ha incendiato una coperta al fine di segnalare ad altre imbarcazioni la nostra posizione. Tale espediente ha pero’ causato l’incendio del ponte della nave e tutti ci siamo spostati da un lato dell’imbarcazione, determinando il capovolgimento del peschereccio e la caduta in mare di tutti i viaggiatori”.