Incredibile a Rosarno (RC): una statua dedicata a Tartaglia in Piazza Valarioti [FOTO]

ndrangheta-minacce-a-sindaco-di-rosarno-elisabetta-tripodi-dopo-arresto-di-roL’occasione era un festival della rigenerazione urbana nel Comune di Rosarno, patrocinato dallo stesso ente. Fin qui nulla di anormale se come esempio di rigenerazione non fosse stato scelto e collocato in Piazza Valarioti un capolavoro (de gustibus non est disputandum!), che rappresenta una mano che stringe una statuetta del Duomo di Milano.

L’opera, peraltro, è stata immediatamente rimossa…con una scusa banale. La denuncia è partita dal vice segretario dell’Udc calabrese (ora all’opposizione nel Comune reggino), Giuseppe Idà, che sul proprio profilo di un noto social network ha postato una foto dell’opera d’arte in questione.

Altra figuraccia dell’Amministrazione comunale di Rosarno (guidata dal Sindaco Elisabetta Tripodi ndr)…al peggio non c’è mai fine” – è stato il commento di Idà.

Effettivamente è innegabile che l’opera d’arte (?) richiami (speriamo non per esaltare) il gesto di Massimo Tartaglia, che nel dicembre 2009 scagliò proprio una statuetta del Duomo di Milano contro l’allora premier Silvio Berlusconi. 1375764_10202121161541293_1015757024_n

Opera di dubbio gusto, che forse l’artista in questione- di cui attualmente non si conosce il nome- ha realizzato per provocare, suscitare clamore e ottenere quei 15 minuti di celebrità di cui parlava Andy Warhol.

Interessante sarebbe conoscere cosa lo abbia ispirato, se davvero l’ antipatia nei confronti di Berlusconi può arrivare al punto da collocare al centro di una piazza un’opera, che rappresenta l’elogio di un folle.

Immediata la reazione dei cittadini di Rosarno, che tra lo shock e il disgusto hanno ironizzato sulla situazione. Qualcuno ha proposto di sostituire la statuetta con un’arancia e scurire un pò il colore della mano (essendo Rosarno tristemente famosa per la rivolta degli immigrati impiegati nella raccolta di arance ndr), altri contestano l’operato della sindaca Tripodi, emblema della lotta alla criminalità, commentando ironicamente che “un’amministrazione della legalità non può che esporre opere che rappresentino legalità e vivere civile“.

Il primo cittadino, tuttavia, respinge le accuse al mittente trincerandosi dietro un “come amministrazione comunale siamo all’oscuro della vicenda. Sappiamo solo che, nell’ambito della kermesse che si è conclusa il 28 settembre scorso, un artista, del quale non ricordo nemmeno il nome, ha realizzato quest’opera, effimera come le altre che sono state realizzate in quella occasione. Opera che è stata rimossa dai vigili urbani. Non poteva esserci alcuna inaugurazione da parte dell’amministrazione comunale perché non avevamo commissionato alcuna opera del genere che, peraltro, non è mai stata visionata da alcuno. L’unica foto che la riguarda, essendo stata sempre coperta da un drappo, è stata scattata dallo stesso artista che se l’è fatta per ricordo. Non c’è nessun caso, dunque anche perchè, per quanto ci riguarda, eravamo del tutto ignari della cosa“.

Ormai quando succedono cose sconvolgenti la risposta è sempre la stessa: “Non sapevo. O lo hanno fatto a mia insaputa“. Certo che trasportare e installare una statua di quelle dimensioni in una piazza cittadina senza che nessuno se ne accorga è davvero difficile da credere, ma mai mettere limiti alla provvidenza umana…