Immigrati, per operazione ‘Mare nostrum’ saranno usate 5 unità navali, aerei e droni

images Una unità anfibia, Nave San Marco. Quattro unità navali: due fregate e due pattugliatori. Verranno anche usati i droni, gli aerei senza pilota, oltre ad elicotteri con strumenti ottici ad infrarossi. Al via martedì l’operazione militare umanitaria ‘Mare nostrum’: lo schieramento aero-navale messo in campo dal nostro Paese per il pattugliamento ed il soccorso dei migranti nel mar Mediterraneo, ha rimarcato il ministro della Difesa, Mario Mauro, è un “rafforzamento del dispositivo di sorveglianza e soccorso in alto mare che è già presente”, finalizzato ad incrementare il livello di sicurezza della vita umana e il controllo dei flussi migratori mediante l’impiego dei seguenti mezzi e dispositivi: unità anfibia tipo Landing Platform Dock (LPD) per esercitare il comando in mare dell’intero dispositivo, dotata di elicotteri a lungo raggio, capacità ospedaliera e sanitaria di primo intervento, ampi spazi di ricovero per i naufraghi e bacino allagabile che consente di operare con i gommoni di soccorso anche in alto mare.

E ancora: quattro unità navali divise in due unità navali tipo Fregata (classe Maestrale) ciascuna con un elicottero imbarcato; due unità navali tipo Pattugliatore, con la possibilità di imbarcare un elicottero ciascuna. Il loro impiego sarà in funzione delle condizioni meteorologiche. Due elicotteri tipo EH101 della Marina Militare, dotati di strumenti ottici a infrarossi e radar di ricerca di superficie, imbarcati sulla unità navale LPD ed, eventualmente, impiegabili anche dall’Isola di Lampedusa e/o Pantelleria.

Un velivolo tipo P180, dotato di strumenti ottici a infrarossi e radar di ricerca di superfice, impiegabile dall’aeroporto di Lampedusa e una unità navale tipo Moto Trasporto Costiero per il supporto logistico. Un velivolo da Pattugliamento Marittimo tipo Atlantic dell’Aeronautica Militare, impiegabile dall’aeroporto di Sigonella. Un velivoli senza pilota (UAV) tipo Predator dell’Aeronautica Militare impiegato per la sorveglianza marittima. La rete radar costiera e stazioni dell’ Automatic Identification System (AIS) della Marina Militare.

Il punto chiave per la riuscita dell’ operazione ‘Mare Nostrum’ è il massimo coordinamento di tutti i mezzi e dispositivi di sorveglianza e soccorso anche attraverso l’integrazione dei dati in possesso della Marina Militare con quelli della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza, nonché con lo scambio informativo derivante dall’impiego coordinato dei mezzi aerei e navali di tutti i Corpi dello Stato che, a vario titolo, concorrono al controllo dei flussi migratori via mare.