Il GalBatir punta all’Ecomuseo per il Basso Tirreno Reggino

Antonio Alvaro

Antonio Alvaro

Si è tenuta nei giorni scorsi, nei locali del Gruppo di azione locale del Basso tirreno reggino (GalBatir), un’importante riunione operativa per l’istituzione dell’Ecomuseo Barlaam, finalizzato alla valorizzazione del patrimonio paesaggistico e culturale della provincia reggina.

Il Gal, è un’agenzia di sviluppo locale da tempo impegnata a promuovere, favorire e sostenere processi di crescita endogena e miglioramento della qualità della vita nelle aree rurali. L’ecomuseo rappresenta uno degli step strategici verso questa direzione. A differenza della classica area espositiva, questa nuova realtàsi apre al territorio, parla a una popolazione e viene progettato “dal basso” e condiviso.

Caratteristica dell’ecomuseo è quella di privilegiare i valori ambientali e culturali del patrimonio delle comunità locali.

Gal Batir (1)Il Basso tirreno reggino, che diverrà il teatro naturale dell’ecomuseo, è un’area che rappresenta la sintesi concreta del binomio mare-monti caratterizzante l’immaginario dell’intera Calabria. Una regione in cui è possibile ammirare una varietà di paesaggi, ambienti, località che, come in un caleidoscopio, si fondono in un’immagine complessa e armoniosa, sin dai tempi antichi della Magna Grecia.

Il Basso Tirreno Reggino è un insieme di risorse diversificato – ha dichiarato il presidente del Gal, Antonio Alvaro – da preservare e tutelare, promuovere e valorizzare secondo modalità nuove, che ben si integrano con gli obiettivi raggiunti in questi anni dal GalBatir e con quelli di prossima realizzazione elaborati dal Gac (Gruppo di azione costiera) dello Stretto. L’ecomuseo rappresenterà uno strumento efficace attraverso cui le popolazioni potranno compiere un processo di riappropriazione culturale e identitaria diretto e consapevole. Un laboratorio dove costruire un futuro intelligente e condiviso, capace di implementare la fruibilità del territorio in termini turistici, educativi e socio-culturali e basato sull’uso sostenibile del patrimonio locale“.

L’ecomuseo Barlaam, infatti, propone un percorso di sviluppo basato sulla partecipazione attiva della popolazione alla tutela delle proprie ricchezze materiali e immateriali.