Giovani, niente più sesso per divertimento: è il pensiero del senatore Giovanardi

fotodi Kirieleyson -Se si sgancia la sessualità’ da un rapporto di amore e di rispetto reciproco, svalutandola a livello di semplice divertimento, non ci si può’ illudere di risolvere il problema attraverso la repressione penale“. Questa frase, parola più parola meno, non rappresenta la traduzione di un decreto talebano o l’estratto della predica domenicale di un prete integralista, ma l’erudito pensiero del senatore Giovanardi (PdL).

La strabiliante asserzione è stata forse proferita a caldo sull’onda emotiva creata dell’episodio dello stupro subito dalla sedicenne modenese ad una festa tra studenti, ma chi conosce bene Giovanardi non ha dubbi sul fatto che egli avrebbe potuto partorirla  anche quale frutto di un ben ponderato pensiero.

giovanardiiSi può essere o non essere d’accordo con questa sua teoria, ma non si può negare all’ex ministro la profonda religiosità e disciplina morale che ne ha contraddistinto la vita politica fin dal bei tempi democristiani, e che ha trovato il giusto riconoscimento nella nomina a Ministro della famiglia dell’ultimo Governo Berlusconi.

Così come si può o non si può trovarsi d’accordo con la sua missione contro ogni forma di aggregazione familiare o tendenza sessuale che non siano quelle riconosciute (almeno ufficialmente) dalla religione cattolica e dai conservatori più convinti, ma non si può negare la sua coerenza tra convinzioni e vita vissuta.

Ciò che non si comprende invece, oppure (dipende dalle le scuole di pensiero), si capisce perfettamente, è come  l’ispirazione sulla maleficità del “sesso come divertimento”  gli sia venuta solo adesso e mai invece nel corso di questi ultimi anni. Eppure di episodi a lui ben vicini (politicamente), ce ne sono stati e di eclatanti.

Bisogna  comunque ammettere che, se è vero che non ha mai speso una parola al riguardo, nessuno può affermare di averlo visto ad Arcore in occasione di  una delle innumerevoli cene eleganti organizzate dal suo capo.