En attendant Crocetta

torno subitoQuesta mattina, alle 11.35, cinque minuti di ritardo dovuti al traffico congestionato causa lavori rifacimento linea tramviaria, il Presidente della Regione, Rosario Crocetta si è recato a Palazzo Zanca per assistere al consiglio regionale che li si è regolarmente tenuto. Preceduto dalla scorta, ha fatto il suo ingresso percorrendo il tappeto rosso che per l’occasione è stato steso dalla porta principale fino al Salone delle Bandiere.

A metà della scalinata, sotto gli striscioni di protesta “RisaniAMO casa nostra” e “Vogliamo risposte dal Comune e dalla Regione”, non si è sottratto ai fotografi ed ai giornalisti che gli si erano assiepati copiosi.

Con calma, chiarezza e capacità di sintesi ha risposto a tutti, poi, per non dilatare ulteriormente i tempi della tabella di marcia, dato che il consiglio era slittato di ben cinque minuti, si è recato presso la sala adibita dove c’erano ad attenderlo i suoi assessori regionali, non prima di essere stato accolto dal sindaco Accorinti ed aver scambiato quattro chiacchiere con lui.
In realtà, e per dovere di cronaca, è necessario precisare che queste cose non sono mai successe. O meglio, probabilmente è quello che sarebbe avvenuto se solo Crocetta non avesse ritardato di ben otto ore. Una giornata lavorativa di un impiegato medio.

La verità è che, mentre il Presidente si trovava in Provincia, dove ha incontrato il commissario Filippo Romano, il quale lo ha ringraziato per la sua presenza a Messina, e dove è stato letteralmente travolto dai manifestanti in rappresentanza delle molte vertenze che attanagliano la città, al Comune.. lo aspettavano.

Ed hanno continuato ad aspettarlo a lungo, l’assessore Lucia Borsellino girovagava per le sale già da mezzogiorno. Ma Crocetta,crocetta serio dopo aver trascorso a Palazzo dei Leoni più tempo di quanto previsto, e dopo aver placato, insieme al suo entourage, il morso della fame, si è recato presso l’ Ateneo per una fugace visita al Rettore e al Tribunale di Messina.

Intanto a Palazzo Zanca il tappeto rosso ( quello c’era davvero) veniva consumato da un andirivieni di giornalisti, consiglieri, dipendenti che non si rassegnavano all’attesa.

Ore 17.00. L’orario previsto dopo il primo rinvio; la scalinata vive l’ascesa di microfoni, treppiedi con relative macchine fotografiche, telecamere e tanta buona volontà dei loro proprietari.

Ore 18.00. L’impazienza aumenta, circolano voci fuorvianti di una presunta presenza del Presidente. Ormai non si esce neanche fuori per fumare, lo si fa all’interno del Palazzo.

Ore 18.30. Il bar viene preso d’assalto, macchinetta del caffè e baristi sembrano impazziti, nonostante siano abituati ad una presenza più che tenace da parte dei dipendenti comunali.

Ore 19.00. Persino Penelope stava per desistere poco prima dell’arrivo di Ulisse; a molti, è sembrata una motivazione valida.

Ore 19.30. Ecco Rosario Crocetta. Un tempismo degno delle sue promesse.

Ma… ore 20.15. Come mai c’è il comunicato stampa relativo all’incontro tra Accorinti, il presidente della Regione e la sua giunta? Con un dettagliato elenco delle problematiche affrontate!! Hanno aspettato otto ore per una faccenda che si è risolta in cinque minuti?? Ma allora in un mese i problemi della Sicilia dovrebbero essere sistemati!

Non a caso, nel titolo di questo chiamatelo come vi pare, è stato citato Samuel Beckett. Il suo era un teatro dell’assurdo, questo di Crocetta anche.

E come lo scrittore ha fatto dire al suo Vladimir di “En attendant Godot” : “Ecco gli uomini! Se la prendono con la scarpa quando la colpa è del piede”.