Cosenza: lettera aperta di Oliverio al segretario nazionale del Pd Guglielmo Epifani

oliverio-marioCaro Epifani,
desidero innanzitutto confermarti la mia profonda stima e gratitudine per la delicata ed impegnativa responsabilità di cui ti sei fatto carico assumendo la guida del Pd in questa fase difficile e complicata.
Come ben sai il Pd in Calabria è commissariato da oltre tre anni e, precisamente, dal luglio 2010, all’indomani del disastroso risultato registrato alle elezioni regionali.

Tre anni sono un periodo lungo di sospensione della vita democratica di un soggetto collettivo che, nella partecipazione democratica, ha il suo naturale nutrimento ed il cui ruolo è quello di rappresentare, organizzare e proiettare in un progetto di governo i bisogni e la domanda di crescita economica e sociale e di riscatto delle popolazioni.
In questi tre anni per ben due volte è stato regolarmente annunciato lo svolgimento del congresso regionale per poi pervenire al suo rinvio.
In questi giorni si sta consumando il terzo tempo di una sceneggiata che considero non utile al Pd ed alla sua immagine e, certamente, negativa per le prospettive della Calabria.

Intorno alla possibile deroga per consentire lo svolgimento del congresso regionale, in tempi rapidi ed in autonomia dagli schemi correntizi, così come sarebbe giusto e naturale per una forza le cui ispirazioni autonomistiche ha posto a base delle sue ragioni costitutive, ancora una volta (la terza!) si sta rappresentando una contrapposizione che considero irresponsabile e miope.
Ho l’impressione che si stia scrivendo una pagina negativa per il Pd calabrese, al di là degli esiti cui perverrà la Commissione Nazionale per il Congresso nella prossima riunione di lunedì 14 ottobre.
La grave condizione economica e sociale della Calabria ed il fallimento del governo di centrodestra alla guida della Regione avrebbero imposto e rendono necessario un Pd in campo, con un profilo organizzativo e programmatico credibile.

Invece, bisogna prendere atto che, nonostante la richiesta unanime di qualche settimana addietro, espressa anche con un documento firmato da tutti i consiglieri regionali del Pd della Calabria e dei pronunziamenti pubblici di parlamentari e di autorevoli dirigenti e rappresentanti istituzionali, si è preferito ripiegare nella logica delle convenienze correntizie a tutela di illusorie rendite di potere ed autoreferenzialità.
E’ ora di dire basta a questa spirale autodistruttiva.

Per quanto mi riguarda non sono interessato a partecipare ad una discussione e, quindi, ad un congresso regionale che, invece di costituire una opportunità per il Pd calabrese va registrando meri posizionamenti di potere, caratterizzati da disinvolti trasformismi e da atteggiamenti gattopardeschi che tanti danni hanno causato al Mezzogiorno ed alla Calabria.