Cittanova, i corsisti sulla Mediazione interculturale hanno incontrato l’on. Nucera e la Caritas diocesana

Giovanni-NuceraSi è tenuto nei giorni scorsi a Cittanova un incontro dedicato al tema dell’immigrazione, con particolare riguardo alle difficoltà reali che incontrano gli immigrati in quel territorio, soprattutto nel rapporto con le istituzioni locali. “Un incontro – ha spiegato l’on. Giovanni Nucera, Segretario Questore del Consiglio regionale – nel corso del quale ho avuto l’occasione di incontrare un gruppo di stranieri, ormai radicati da tempo nel territorio, sposati con cittadini italiani. Persone che svolgono azione di volontariato e attualmente frequentano un corso per mediatori culturali, con l’obiettivo di professionalizzare il loro impegno di aiuto e sostegno ai tanti stranieri che popolano la Piana di Gioia Tauro. La realtà dei cittadini stranieri che vivono nel nostro territorio è spesso fatta di isolamento, di emarginazione, ma anche di grandi difficoltà nell’accesso ai servizi sanitari e sociali. Una testimonianza importante, nel confronto di Cittanova, è venuta dal Direttore della Caritas diocesana di Oppido-Palmi, il diacono Cecé Alampi, secondo il quale “i progetti che portiamo avanti in questo gruppo sono incentrati a costruire la speranza attraverso ‘una rete’ che parta dagli emigrati, dai deboli, e dai poveri”. “La presenza di ‘mediatori culturali’ – ha ancora aggiunto Cecé Alampi – è fondamentale in questo territorio, soprattutto alla luce di quanto avviene con gli sbarchi di tanti immigrati che spesso utilizzano la Calabria come luogo di sbarco, ma non di permanenza. In una terra di emergenza, come la Calabria, la figura del mediatore – ha aggiunto – è indispensabile non solo per evitare ‘una guerra tra poveri’, ma anche per favorire la piena integrazione, partendo proprio dalle scuole, spesso non sempre preparate in questo senso, e dove non mancano fra i giovani, atteggiamenti di incomprensione”. All’incontro, molto partecipato hanno preso parte, inoltre, Nazlani Mohamed, proveniente dal Marocco, e membro dell’Associazione “Afro-Calabria”, Lamine Bodian, del Senegal, la sociologa Lucrezia Calogero, Beata Potocka, proveniente dalla Polonia e Despina Ivasenko, di origine Moldava. Ha presieduto i lavori l’avv. Maria Grazia Morano, di Cittanova, che ha rimarcato nel corso del suo intervento le grandi difficoltà poste nei nostri territori dalla burocrazia sanitaria. “Una burocrazia – ha sostenuto – non sempre facile da utilizzare, che si dimostra incapace di dare risposte adeguate ai cittadini stranieri, soprattutto nei periodi più critici, in concomitanza con l’arrivo e la permanenza nella Piana di Gioia Tauro, dei lavoratori cosiddetti stagionali”. “Per questo – ha aggiunto – insistiamo sulla necessità di potenziare il ruolo dei mediatori culturali come figure indispensabili per garantire diritti ormai riconosciuti universalmente, che sono quelli alla salute, ed al rispetto della persona, ma anche per prevenire forme di degenerazione malavitosa, (a cominciare dal fenomeno della prostituzione) e sanitaria, dovute al sovraffollamento dei centri di accoglienza, o come conseguenza di una scarsa o addirittura assente informazione sanitaria. C’è la necessità di formare, persino i medici che lavorano nelle strutture pubbliche, per metterli al corrente delle disposizioni internazionali, nazionali e regionali che riguardano le prestazioni sanitarie obbligatorie, che devono essere fornite a prescindere dalle tutele burocratiche, avviando, nel contempo, campagne di vaccinazione e interventi di profilassi epidemiologica”. L’Avv. Morano ha inoltre affermato: “Come italiani e come calabresi abbiamo il dovere di migliorare la nostra cultura dell’accoglienza, specie in campo sanitario, settore nel quale l’organizzazione delle Asp calabresi è molto carente, poiché si disconosce e viene spesso sottovalutata la funzione sociale del mediatore culturale, che oggi più che mai, nella Piana di Gioia Tauro può rappresentare il momento di svolta per una sana e corretta politica dell’integrazione”. Da tempo denunciamo con forza – ha ancora detto l’avv. Maria Grazia Morano – le tante discriminazioni che gli stranieri subiscono quando si rapportano con gli Uffici pubblici, nel rapporto con i privati cittadini nelle locazioni, e nelle contrastanti interpretazioni normative fra quelli che sono diritti accertati e ciò che si manifesta come una vera e propria prevaricazione. Ma quello che è ancora più grave è la oggettiva difficoltà che gli immigrati hanno nell’accedere a quei diritti riconosciuti per colpa di ‘barriere fisiche e ideali’ che si frappongono tra loro e le istituzioni italiane. Caso eclatante è la prevaricazione dell’Asp di Reggio Calabria – ha denunciato l’avv. Morano – che ha deciso di chiudere gli uffici del Distretto sanitario di Rosarno, dove confluisce la più alta concentrazione di immigrati che arrivano per cercare lavoro nella Piana di Gioia Tauro. Lavoratori che oggi sono costretti a recarsi fino a Taurianova, tra insuperabili problemi di collegamenti con mezzi pubblici e grandi difficoltà di comunicazione verbale. Per questo, chiediamo che l’Asp 5 di Reggio Calabria riveda questa sua decisione, attuando provvedimenti tampone”.
Nell’esaltare e rendere omaggio all’azione meritoria della Chiesa di Oppido-Palmi, l’on. Giovanni Nucera ha annunciato un suo personale intervento presso i vertici dell’Asp. “Sulla questione del Distretto sanitario – ha aggiunto il Segretario Questore del Consiglio regionale della Calabria – mi farò portavoce in Consiglio. Bisogna evitare la creazione di nuovi ghetti che non risolvano i problemi, ma aggravano una situazione già di per sé incandescente sul piano umanitario e sociale”.