Centrodestra italiano alla “conta”, ed in Calabria cosa succederà?

berlusconi scopellitiIndomito come sempre, Berlusconi ha piazzato l’ennesima mossa: azzeramento complessivo del Popolo della Libertà e delle sue cariche, ritorno al…futuro con una nuova Forza Italia.

E questo già basterebbe per aprire un fronte di discussione e di analisi politica: può un partito decidere di cambiare registro riproponendo nomi, loghi, bandiere e sigle di venti anni fa?

Ma Berlusconi – al quale tutto può essere criticato tranne che la “vista lunga in politica” – ha voluto così, ed il centrodestra italiano adesso, comincia la stagione della conta. Una stagione breve, brevissima, che si esaurirà l’8 dicembre prossimo quando il Consiglio Nazionale sceglierà le nuove figure incaricate di guidare il partito del Cavaliere. Tra lealisti e governativi, falchi e colombe, l’effetto domino sulle politiche regionali è immediato. In Calabria, come bene si sa, Giuseppe Scopelliti ha appoggiato fin dalle prime battute il gruppo Alfano, risultando decisivo nella tenuta del Governo Letta poco meno di un mese fa. Ed oggi?

Oggi, con una divisione possibile nel centrodestra, le anime anti-Scopelliti che fanno base a Reggio e tentano di irradiarsi anche nelle altre Province, hanno preso fiato attaccando  - per bocca di Roy Biasi e per mente del gruppo facente riferimento a Nino Foti – pesantemente il presidente della Regione Calabria, intimandogli il “silenzio”, quasi a volergli dire (anzi glielo hanno praticamente detto) che “Forza Italia è roba nostra tu stanne fuori e fatti gli affari tuoi“.

REGGIO CALABRIA: CONSIGLIO DEI MINISTRICome tutta risposta Scopelliti invece di “fomentare” il dibattito lo ha voluto praticamente ammutolire. Ed infatti, le agenzie di stampa riportano questa dichiarazione del Governatore (e già Coordinatore regionale del Pdl):

“Non mi piace proprio parlare di scissione. Ritengo che ci siano ancora tutti i presupposti per costruire una piena e totale convergenza per ritrovarsi in un partito unito. L’8 dicembre sarà un momento di confronto in cui rilanceremo l’idea del nuovo grande centrodestra italiano”.  Il presidente della Regione Calabria si considera un mediatore ”per natura e cultura”, e dunque lavorerà fino all’ultimo per un partito unito. Almeno così sostiene Scopelliti che crede fortemente “che ci siano le condizioni politiche per evitare spaccature, dannose per tutti”.
Il problema secondo il Governatore non è il movimento Forza Italia, “purchè sia inclusivo, bipolare e abbia una strategia chiara sul governo, sugli assetti organizzativi e sul futuro”Scopelliti chiarisce anche che ”noi siamo gli innovatori, non vogliamo centrini o altri ammiccamenti del genere. Stiamo lavorando a un documento politico con tre punti fermi”.
Tre punti che vanno dal sostegno al Governo delle larghe intese; ma anche un “partito aperto, radicato sul territorio e capace di dialogare con la gente, con Berlusconi leader, Alfano segretario o vicepresidente con deleghe in grado di operare insieme a un gruppo dirigente” rappresentativo dei ‘lealisti’ e degli ‘innovatori’. Serve una classe dirigente capace, meritevole, preparata, che rappresenti la svolta”.

E se i “governativi” promettono di non “tradire” Berlusconi, anche nella nostra Regione è iniziata la conta. Una conta che vede in netta prevalenza le posizioni alfaniane, non fosse per il fatto che molti dei diritti al voto al Consiglio Nazionale sono diretto riferimento proprio di Scopelliti e con lui fondano la maggioranza regionale, ma anche quella elettorale inglobando molte più preferenze rispetto all’altra corrente fotiana- almeno così si sono espresse le urne nelle ultime consultazioni con la preferenza – .

biasi roy

E dunque cosa succederà intorno alla scelta di Berlusconi e al futuro del centrodestra è difficile da decifrarsi perché il mese e mezzo che manca al Consiglio Nazionale sarà un mese di trattative, di dichiarazioni, di scontri verbali, ma anche prova di maturità perché forse a qualcuno sta sfuggendo un PARTICOLARE FONDAMENTALE: la gente più che degli attacchi sulla stampa vorrebbe avere esempi concreti di impegno sul territorio.