Catanzaro, uomo morto a causa di un crollo: l’udienza rinviata

images 8Come riporta l’Agi:

Non è potuta iniziare oggi come previsto l’udienza preliminare a carico di quattro persone coinvolte nell’inchiesta seguita al decesso di Natale Zicchinella, 56 anni, rimasto ucciso il 21 novembre 2011 nella sua officina in località Campagnella, nel rione Sala, a Catanzaro, sepolto dalle macerie a seguito del crollo di un muro di contenimento che, a causa delle intemperie, si è abbattuto sui locali dove l’uomo aveva la sua attività. Difetti di notifiche hanno imposto al giudice, Pietro Scuteri, di rinviare al prossimo 26 novembre, giorno in cui l’udienza dovrebbe prendere il via.

Dopo la richiesta di rinvio a giudizio presentata dalla Procura della Repubblica di Catanzaro a conclusione delle indagini portate avanti dalla Squadra mobile, rischiano di finire sotto processo per omicidio colposo Carolina Ritrovato, 51 anni, indagata in qualità di dirigente del settore Gestione del territorio del Comune di Catanzaro; Vincenzo Belmonte, 65 anni, ex dirigente Edilizia privata del Comune; Pasqualino Santagata, 84 anni, titolare dell’area adiacente alla zona del crollo, dove si trova una discarica abusiva; e Andrea Doria, 42 anni, che aveva nella propria disponibilità l’immobile in cui si trovava l’officina di Zicchinella che, secondo quanto emerso, era abusiva come il muro che crollò e come la discarica accanto al muro stesso.

Sarebbe stata proprio la discarica abusiva realizzata da Santagata, secondo l’accusa, a creare una pressione sul muro incriminato che, col tempo, lo avrebbe esposto a cedimenti. Doria è accusato di aver consentito a Zicchinella l’utilizzo di un immobile abusivo e quindi privo del certificato di agibilità e del collaudo statico, mentre Belmonte e Ritrovato, avrebbero omesso gli interventi necessari pur sapendo della presenza della discarica e del muro abusivo di cui era stata ordinata la demolizione sin dagli anni ’80 e che nel 1994 era stato acquisito al patrimonio del Comune di Catanzaro. Queste le ipotesi d’accusa che tali resteranno fino al vaglio dell’autorità giudiziaria.